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Marcus' Space

Lo spazio dei sospiri.

May 12

Il tempo

Mi interrogo di continuo su quello che mi accade, mi chiedo se sia puro fato o se c’è qualcosa di provvidenziale. Non lascio spazio a dogmi e non mi restano che dubbi, cumuli farraginosi di domande e cedo a questo tempo l’ardua impresa di investigare e trovare risposte. Le lancette dell’orologio continuano a muoversi, incitate e impazienti del prossimo secondo e sarebbe inutile distinguere come faceva Proust il tempo fisico da quello interiore. Egli diceva che il tempo è elastico perché dilatato dalla passione. Ma scorre tutto, sempre più rapido. Vivo tutto, sempre più rapido.

Per qualche tempo i miei palpiti si sono fatti rapidi ed hanno sconfitto quelle lancette, mi hanno accordato una tregua a questa mia indole irrequieta e mi sono sentito in pace con il mondo. Per qualche tempo sono stato innamorato ed ho mandato a fanculo il mondo intero. Tic… tic… ho ripreso a sentire il brusio intermittente dei meccanismi dell’orologio, mi sono risvegliato ed era ieri: un giorno nuvoloso. E mentre ero assorto dal battito incalzante del mio cuore lì fuori stavano cambiando tante cose. Sentire martellare quest’organo è un’esperienza magniloquente ma poi la frequenza torna quella di sempre, ossigeno la mente e comprendo finalmente quanto sia fugace il tempo e qual è il prezzo da pagare per trascorrerlo con qualcuno che ami. È carissimo il tempo!

In questa breve e piacevole tregua concessami dalle lancette ho imparato che posso essere ancora amato, che posso sentire cori celesti senza stare in paradiso, che le mie ghiandole lacrimali funzionano ancora, ma ho avuto conferma che nulla si asciuga così presto come le gocce di pianto. Ho imparato anche che l’entusiasmo non è altro che ubriachezza morale e chi vive sobriamente, vive lungamente e come l'eccesso del vino diviene ubriachezza quello di gioia diviene tristezza. E adesso una nave in deriva e gli scogli che il navigante non vede, sono i più pericolosi. E continuando con l’acume intellettualoide e citazioni d’autore ho imparato che l'amore concede le sue gioie supreme soltanto a chi è pronto ai supremi cimenti.

“Why was there nothing it refused? No misery, no regret, no hateful picture too rotten to accept? Like a greedy child it snatched up everything. Just once, could it say, No thank you? I just ate and can't hold another bite? . . . But my greedy brain says, Oh thanks, I'd love more . . . my brain would go right ahead and take it and never say, No thank you. I don't want to know or have to remember that. I have other things to do: worry, for example, about tomorrow, about Denver, about Beloved, about age and sickness not to speak of love. But her brain was not interested in the future. Loaded with the past and hungry for more, it left her no room to imagine, let alone plan for, the next day.” (Beloved, Toni Morris)

Non mi resta che dispensare un timido ed imbarazzante “grazie” e congedarmi ancora dal mio navigante.

May 11

Al quinto piano

Ad una persona speciale :)

Al quinto piano, non spirava un soffio di vento,
   un anno fa, forse non c’erano tanti banchi di nubi,
   il sole assopito dalla primavera illividiva quelle mura,
   e ogni stanza, ogni letto, stesso colore: bianco.

Un anno fa, al quinto piano, nel vocio del silenzio,
   discernevi solo quel nome,
   e mentre le loro ombre si allungavano,
   soffocavi il pianto, stringevi i denti e non ti guardavi più attorno.

Al quinto piano, quel giorno, un sorriso è morto,
   le palpebre pesanti e la gola stretta,
   non avevi altri dubbi e non chiedevi perché,
   ma minacciavi il mondo di esserci ancora.

Al quinto piano, il cielo si intorpidiva del nero della notte,
   ma i neon abbaglianti non davano riposo,
   e nella tua mente, adesso cosciente,
   urlavi che nulla sarebbe cambiato.

Sei tornato tra le strade, tra la gente,
   sospettoso di ogni sguardo,
   li fissi, di volta in volta, li scruti maliziosamente
   e non domandi loro nulla.

In un altro quinto piano ci siamo svestiti,
   compenetrati, strozzati con la stessa corda,
   e poi abbracciati e legati da mutue speranze,
   nulla pare possa più farci soffrire.

A questo quinto piano, voglio tornare,
   voglio trovarti, voglio volerti,
   voglio la tua pelle, voglio il tuo sangue,
   voglio il tuo sorriso cambiare.

Al quinto piano, un anno fa, credevi morirci,
   ma non ti saresti lasciato vincere,
   con sguardo di sussiego, adesso,
   monti un piccolo sorriso e ti senti grande.

Ad un anno, in nuovo quinto piano,
   senti il brivido correrti la schiena,
   senti il vitale desiderio brandirti,
   senti il capo più leggero.

Al quinto piano, è per noi festa.

May 02

Lasciarsi andare

Rilucono alla partenza di quel treno, che sosta - ancora agitato - per pochi attimi in una piccola stazione gremita di gente, gli occhi tremuli e fiduciosi di un giovane amante dal volto efebico ammaliato dalla sua ninfa che sedotta siede in carrozza ricambiando l’elegiaco sguardo con un sorriso intriso di melanconia e di arcane paure. E quegli attimi prossimi al fischio fanno tremare le gambe, irrigidire i muscoli del viso e afflosciare le braccia che con fatica si levano in alto ad accennare un saluto. E lascerà quella stazione, affamato, pauperizzato, eccitato, attendendo il ritorno della sua crisalide.

E mentre il treno ripartiva ripensavo al mio giovane amante, ai nostri sguardi profondi, intimi, impauriti, illusi, alla sensazione delle sue mani nude che poggiano gentilmente sul mio viso, scivolandovi attorno, ricalcando i naturali contorni del mio volto svigorito dalle mille passioni passate. Lustrano e piallano gli zigomi farinosi, induriti dalle false euforie e da aspre espressioni di gioie mai vissute. Torno tardo di fronte alle sorprese: l’inatteso dono, pregiato, blasonato, lavorato ad arte, non può che apparirmi che copia di un’accurata matrice romanzesca. Certe cose si pensa che non si possano vivere, che stiano da qualche parte, nell’acuta immaginazione di qualche stupido scribacchino, nel cuore delle adolescenti scalpitante di illusorie novelle ma è d’improvviso che tutto pare ancor più assurdo della pura finzione dialettica, perché non sta nelle parole, né nei gesti questo spaventoso sentimento. Una morsa feroce ti trattiene, è il suo dolce abbraccio quello che cerco ad ogni sconforto. Che brivido! Ogni suo bacio, solo i suoi baci… il mio corpo si fa brandelli, la mia mente si svuota ed è ancora caos. Fa paura sentirsi posseduti, è atterrente la sensazione di concedersi senza compromessi all’amore. Sembra che non abbia mai provato qualcosa di eguale, piacevolmente striante, piccoli solchi si fanno strada e vi scorre qualcosa di dolciastro.

Vorrei poter spiegare anche minima parte di quel che sento ma è difficilmente comprensibile persino a me. Posso annunciarla come sensazione di calore, gratificante, satollante. Mi sento così dolcemente confuso che sarei in grado di inficiare ogni ordine. Sarò in grado di amare? Sarò capace di fidarmi? Accetterò questo disordine?

Dai finestrini di quel treno, giunto ormai a destinazione, ricerco nella folla quello sguardo, l’unico in cui ritrovi parte di me, il solo dell’uomo capace di sbalordirmi e travolgermi con la sua determinazione, alla quale io non posso che lasciarmi andare. Strabilia come abbia narcotizzato per tutto questo tempo dei sentimenti così singolari per la sola paura folle di soffrire. E mi chiedo che ne resterebbe senza scommessa. Grazie a te adesso ho un treno in corsa da non perdere!

April 19

Il sospiro del vagante

E vado dritto e vado avanti
  tra sentieri di pensieri
  in vicoli senza marciapiedi
  dove qualcosa è…
  un po' più di me.

E vorrei fiero ruggire
  alla luce del mattino
  forte come un leone
  senza questa codardia
  dire ancora: "c'è!"

E nel buio distinguere
  tra la fosca apparenza
  quello sguardo moro
  che mi dica senza timore:
  "è così, davvero!"

E nell'attesa di quel treno
  desiderare questo ritorno
  più di ogni cosa al mondo
  godere un altro secondo
  della benedizione di Giunone.

E sentirmi ancora piccino
  nell'amnio di una madre
  protetto e protettore
  detentore di questo amore
  innocente, urlare: "è vero!"

 

Quello che mi sta accadendo è sensazionalmente nuovo, tanto da risultarmi difficile crederci. Io cinico, arrogante, burbero, amante congedato mi capita di rado sentirmi così: speranzoso ed impaurito, felice ma agitato, ed è meraviglioso tornare a "sentire". Ho passato dei giorni stupendi, quanto di più mi ci voleva per tornare piacevolmente fresco, per far brillare questi occhietti e lasciarmi andare, senza farmi travolgere bensì cullare, da questa ondata di gioia e dolcezza. Sono fremente e mi sento veramente tranquillo e non è quella serenità colta in vitreo che guardo dall'esterno e con fare da analista esamino e la mantengo sempre tale. È una nuova luce, radiosa e raggiante, che non ammette mezzetinte e colora tutto con vivacità, è la bellezza di quelle che non senti mere o effimere, di quelle bellezze che fanno paura ma che non ti fanno sentire blasfemo nel dire "Cazzo! Sto in paradiso!" e non avverti più tanta dicotomia tra bene e male. Sono fiducioso e paziente, contento e cosciente, desideroso senza ingordigia. Sto bene!
Non so a chi devo questo meraviglioso dono e non so neppure se lo merito veramente, ciò che è certo è questo GRAZIE!
Vagante e vagabondo, senza stella né orizzonte, finalmente una sosta e un sospiro, nell'andirivieni del caotico, forse adesso posso un rifugio e un sorriso.

April 14

Una zoccola melanconica.

È questo il mio sguardo in quelle vecchie foto che ogni tanto per nostalgia o per semplice noia, rispolvero, rivedo e contemplo. Quello sguardo non è poi tanto cambiato: è solo più freddo, più spento magari più furbo. Me lo chiedono spesso: se potessi tornare indietro cambieresti qualcosa? Non lo so; credo di no. Non sarei io, ed io mi piaccio. Mi piaccio così sbagliato come sono, mi piaccio per tutte quelle cose di cui col tempo - meticolosamente e parsimoniosamente - ho fatto tesoro, acquisendo quella serenità, bulicante e sempre in bilico, che solo il tempo e l’esperienza può dare. Ma sono stanco della routine e col tempo tutto diventa routine. È stato il continuo sfidarmi o forse la perenne voglia di stare al centro dell’universo per soddisfare quell’infinito ego assiduamente ferito a portarmi qui, a guardarmi ancora e non vederci più un passato, esaltando il presente e le rinascite. Mi sono fatto fenice e sono tornato al mondo, incauto forse più di prima. E adesso non mi restano che stringhe lunghissime riempite di forse e chissà, un domani ancor più incerto e un presente che regala generosamente qualche vana contentezza, continuo a far tesoro, incasso ogni duro colpo e di anno in anno questa personale tesoreria è sempre più ricca ma anche più vuota. Il celeste e il viola ormai hanno stinto quella vecchia immagine, quel corpo offuscato dalla fuliggine digitale, trangugiato dalla sua stessa aura radiale, et voilà… Marcus est tout pour toi! Recitava goffamente senza parafrasare un manifesto desiderio di cazzo. Quella zoccola melanconica, guarda ancora, scrutando tra le mani degli altri, indugiando quando le labbra si avvicinano, recedendo al peccato, vuole resistere al richiamo virile ma come una cagna rabbiosa, rode e divora senza governo. Spero di poter amare e non solo ingoiare…

April 13

Come dar di senno!

Due screenshots alquanto eloquenti che spiegano la ragione della mia follia (e del perché sono lento a rispondervi)! 

barra

impossibile

Di conseguenza! Non trillateeeeeeee quando non rispondo!

April 06

Chi votare? L'eterno dilemma! La Sinistra Alercchino.

Azzo! Avevo intenzione di scrivere qualcosa di serio sulla politica e le elezioni ma ecco che mi s’impalla tutta! Ma non demordo! Ci ritento! Stavo facendo un breve excursus sui ben 16 candidati alle presidenziali e sulla mia crisi perché non riesco a pensare neppure una ragione perché scegliere uno piuttosto che un altro. La campagna elettorale di quest’anno è ancora più aggressiva e pesante di quella di due anni fa e ritrovi banner e slogan propagandistici anche in rete, con réclame delle volte rabbrividevoli e capisci allora che è meglio astenersi o annullare la scheda, cosa che con molta probabilità farò! Troppa pubblicità, come se la politica fosse un prodotto di consumo, ed ecco che quando decidi di fare seriamente una scelta perché qualcuno ti ricorda che è un tuo diritto, vedi che la cosa non può che metterti altra confusione! Ma non mi basta dichiararmi astensionista o apolitico per far avvalere la mia posizione sulla politica italiana perciò vediamo di conoscere i 16 candidati:

Partiamo dalla sinistra

clip_image002[10]Fabiana Stefanoni sostenuta dal Partito di Alternativa Comunista (PdAC). L’homepage del sito del partito è scarna, con il rosso stigmatizzato in ogni parte della pagina, una vignetta di satira politica e degli slogan che richiamano i movimenti studenteschi, significativa: “¡Qué se vayan todos!” (Che se ne vadano tutti!) Mi chiedo perché non facciano loro il primo passo. Della Stefanoni non so nulla e benché abbia fatto ricerche sul suo nome non si trova nessuna biografia personale significativa e l’unica cosa che pongono in risalto è la sua situazione professionale di insegnante precaria. Rimarrò nel dubbio e sognerò la Stefanoni con il ritratto di un giovane Lenin alle sue spalle.

clip_image004[10]Marco Ferrando si propone invece come leader del Partito Comunista dei Lavori (PCL). Non conosco il programma né trovo informazioni a riguardo sul classico sitarello dai contorni rossi.

 

clip_image006[10]Flavia D’Angeli viene candidata come portavoce degli ideali della Sinistra Critica. Viene all’occhio citazioni della stessa anticlericali e femministi: “Il papa nemico di donna e omosessuali”. Lo slogan elettorale è: “perché no?”. Avrei buoni motivi. Intanto il look della D’Angeli da lesbica scaricatrice di porto non ce lo vedo proprio al Governo e poi basta con le femministe reduci dell’68 e dei movimenti studenteschi. Le streghe sono ri-tornate? Clicco per conoscere la D’Angeli, mi colpisce l’età: 34 anni. Ok che la politica ha bisogno di nuove facce, ma te bimba mia sei troppo giovane… e che leggo poi? Antiglobal? Ma che fa scherziamo? Anticapitalista? E de che vuoi campare?

clip_image008[10]Fausto Bertinotti è scelto invece dalla strana coalizione la Sinistra – L’arcobaleno. Almeno dopo una sfilza di sconosciuti ritroviamo l’attempato caro compagno. Il sito è carino, divertente, giovane, all’avanguardia e pieno di gadget da inserire a loro volta nei nostri siti. Non mancano i contenuti provocativi ormai tipici dei comunisti italiani che a modo loro si fanno portavoce di messaggi salvifici promettendo una redenzione dall’inferno. “Fai una scelta di parte” , “libera scelta? O Diritti all’inferno?”. Il Programma è amplio e ne ha veramente per tutti, il problema è che lo trovo utopico, d'altronde lo stesso termine fa parte del campo semantico comunista. Beh! Caro Bertinotti ti faccio i miei auguri.

clip_image010[10]Stefano Montanari si propone a capo di una lista nazionale sconosciuta Per il Bene Comune. Mi diverte pensare quanto si possa essere sfacciati. Un altro della lunga trafila di pensiero: “Tentar non nuoce?” Non so se rimarrà nei ricordi di qualcuno sto tizio. Colpiscono i simpatici slogan: “Mandiamo i partiti a quel paese!” “Non le solite facce” “Facciamo girare le pale”.

clip_image012[10]Luigi Ferrante si identifica invece negli ideali di un altro sconosciuto partito Il Loto. Contro la propaganda dei mass media sostiene l’idea del passaparola, si presenta come espressione politica armonica dei valori fondamentali umani: verità, rettitudine, pace, amore, non violenza. Insomma gli hippie dei nostri tempi?

 

clip_image014[10]Renzo Rabellino candidato dalla Lista dei Grilli Parlanti. Ce resiamo? Mi rifiuto di commentare! Che so apocalittici!!! I testimoni di Geova della politica.

 

clip_image016[10]Enrico Boselli sostenuto dal Partito Socialista. O diamine! Ho visto un banner scandaloso sul me2.it che si riferiva al sito del partito Socialista. Nell’immagine Cristo di spalle con la scritta che allude che fu il primo socialista. E menomale che si dichiarano laici.

 

clip_image018[10]Bruno De Vita sostenuto dall’Unione Democratica per i Consumatori. Conosco poco questo partito anche perché è nato, come tanti altri, solo l’anno scorso. Lo slogan: “Ora basta!”. Basta lo dico mo’ io, ‘sta sinistra Arlecchino non finisce più!

 

clip_image020[10]Walter Veltroni è invece candidato del Partito Democratico (PD). Forse l’unico vero candidato dalla Sinistra del quale si conosce un po’ di più e vero oppositore di Berlusconi. Lo slogan scelto è “Si può fare”. Tuttavia non mi piace né il candidato e con una sinistra del genere anche il programma risulterebbe non fattibile. Lamento di questo programma la mancanza di una posizione forte sui temi GLBT e sulla laicità dello stato.

 

La Sinistra mi ha veramente stressando. Per fare un po’ di luce su chi avrei potuto votare e scrivere questo breve intervento ho perso più di 2 ore. In conclusione penso che non voterò nessuno della Sinistra e domani studierò un po’ i candidati di Destra, ma non credo siano messi meglio!

March 04

Senza

Ehi, ma cos'è questa? N'altra poesia?! Oh my God! Allora è vero, Marcus è entrato in paranoia se si dedica così tanto all'autocommisserasione celata dietro parole in rima.

E sì! Siamo in presenza di un caso di reo confessa e mi tocca ammetterlo sono in vena di poesia! Devo cogliere l'ispirazione, mica viene a bacchetta! Dedico a tutte le persone che mi stanno vicine l'ennessimo sfogo autoesortativo e spero che vi piaccia altrimenti infrangerete il mio sogno e la mia carriera come scribacchino finirebbe qui. E questo sarebbe grave visto che ho in programma di scrivere il bestseller di tutti i tempi, ovvero la mia personale biografia! :D

Senza

Ti confido l’intima paura di chi
al buio non chiude più gli occhi
per quell’affanno, suo interno,
gelido più di ogni inverno
e fa più freddo ogni giorno
e non ci si guarda più intorno
per il timore di ogni altrui conto
e zitto, zitto serba il suo racconto
aspettando quel sereno ritorno
del più dolce pio buongiorno.
Ma sa che non è più un momento
questo intenso fremito sonnolento
e tenta ancora l’amaro vagheggiare
con fiumi di suppliche verso il mare.

È poesia senza mani,
è luce senza domani,
è canto senza voce,
è rivo senza foce.

Ho paura, candido amico mio,
non lasciarmi senza un addio.
Di lacrime ne ho già versate
e poche gioie mi sono restate.
Corriamo ora rapidi lontani
prima che il tempo mi dilani,
con l’indolente passione
dell’amore senza cessione,
corriamo verso posti mai visti
e mai più sguardi scuri e tristi.
E che il silenzio estorca il dolore
da questo corpo che calmo muore
e che la linfa ridia l’innato colore
a questo volto di informe pallore.

March 02

Sin destino.

Come trascorre un'anima sensibile come la mia le proprie domeniche, se non studiando? Qualcuno metterà subito in dubbio la mia sensibilità, beh, eppure quando mi sento giù, o eccitato, o semplicemente annoiato faccio quanto più al mondo mi piace, ovvero scrivo e così tengo il punto della mia vita. Benché oggi sia una domenica di Marzo, sento l'estate già dentro e chissà perché quella stagione mi ricorda momenti non sempre belli. Un tenue venticello fa muovere ritimamente le tende e scandisce così il tempo dei ricordi. Ho ripreso dei miei vecchi scritti, dell'estate del 2002, li ho letti, li ho risentiti e ho voluto che non rimanessero archiviati tra i file della cartella "Some parts of my life" in bella vista sul mio desktop. Così, ho preso il testo di uno dei miei vecchi componimenti che più mi piaceva e giunto alla mia passione per le lingue l'ho tradotta in spagnolo.

Il risultato è forte: una metrica più accurata, rime e assonanze meglio piazzate e sensazioni quasi palpabili. Sensazioni che sembravano essere rimaste tacciute nei miei diari, ma invece ritornano sempre, puntuali come un orlogio svizzero, nell'ora delle difficoltà.

Sin destino

Una cálida cosecha veraniega
trae triste armonía que llega
a esta calma vida de montaña
tras su peña los días acompaña.

Oscuridad en mi pensamiento
y con tormento afina mi sentimiento
lo que ni el tiempo olvida en ningún tiempo.

Figuras sobrias y abstractas
asumen las formas más insensatas
retorciéndose delante de mí,
quizás estén en busca de mí.

Mis recelos toman sabiduría:
inalcanzable y codiciada la felicidad,
lejana y precaria es su vía,
infactible y enemiga esta verdad.

Un deslumbramiento en lejanía.
Qué sea la fin, por casualidad,
o quizás una estrella… mi guía.
Quizás una rendija de felicidad
que ya sé pronto desaparecerá.

No hay ningún destino.

Senza Meta (Versione Originale, 5 Agosto 2002)

Una calda giornata estiva.
Triste armonia quotidiana
serena vita di montagna
accompagnano il mio lungo sentiero.

Buio nel mio pensiero.
La mia mente mette a punto
ciò che il tempo non dimentica.

Figure cupe ed astratte
assumono le forme più insensate
contorcendosi dinanzi me
forse cercano di me.

Le mie paure prendon vita.
Lontana ed effimera è la meta,
irraggiungibile ed ambita le felicità,
infattibile e nemica la verità.

Un abbaglio in lontananza.
Forse è la fine... forse la partenza,
o forse una stella... la mia cometa
non era la direzione corretta,
forse uno spiraglio di felicità
che presto so svanirà.

Marcus Hill

5 Agosto 2002

February 06

Dal Venerdì al Mercoledì

Ooooooh quanto tempo senza il mio caro blog! Troppo! Mi manca il mio consueto sfogo, l’immortalare qui momenti della mia vita, stati d’animo, eventi quotidiani, eventi del mondo, ma finalmente trovo uno spazietto di questo preziosissimo tempo da dedicare alla resa dei conti, alla riflessione, al semplice scarico! Bla bla bla... credo che tutte 'ste cose le abbia dette già in altri post...

Questa settimana per me ha avuto inizio Venerdì mattina (ormai il Venerdì è un po’ la mia Domenica, il giorno in cui, piova, grandina o nevica, si DEVE uscire!) che è collimato con un importante successo: ho dovuto affrontare a denti strettissimi la mia immisurabile fobia. Inizia una di quelle giornate in cui non si ha voglia di far nulla, la preparazione all’esame di Storia Moderna andava a farsi fottere perché con la sola fifa delle analisi avevo praticamente rimosso ogni altro pensiero, ma la sera, nonostante il braccio monco, è il momento di bere fino a procurarsi quella giusta euforia che serve nella vita per prendere tutto con uno spirito leggero. Si scherza fra amici, o forse si fa sul serio, tant’è che ad un punto un vecchio conoscente propone a me a Cris (il mio fedele compagno di disavventure) di “giocare” in tre. Eh! Ora la mia risposta è quasi scontata! Ma Cris non voleva… e raggiunta ormai una fasi di stasi sessuale ho pensato che non avrei trovato eccitante un classico amplesso a due! Perciò non se ne fa nulla. Distrutti si rientra a casa, ma il Sabato è già pronto per accogliere i festeggiamenti agatini. Le strade della città affollatissime, ridivieni di persone, una passeggiata con quegli amici della sera prima e poi un’uscita etero, come l’avrei etichettata spregevolmente fino a qualche tempo fa.

Invece, proprio per la compagnia di eterosessuali, è stata molto rilassante e piacevole: dagli etero non devi aspettarti doppi sensi, niente punzecchiamenti, niente contenuti subliminali in discorsi ordinari, niente dover stare sulle difese, insomma non devi fare lo stesso sforzo mentale per comprenderli che con i gay e non devi mantenere la coroncina da First Lady. Chiacchiere distensive, ancora alcol e qualche canna. Già, forse l’unica fatica è stata doversi procurare la materia prima e l’arduo compito è toccato proprio a me che sono fuori da certi giri, ma ci sono sempre delle prime volte! Tornato a casa cado subito in un sonno profondo e quella notte la mia fantasia faceva voli pindarici sconfinati. Ho sognato, tra le tante cose, che io ed una delle mie colleghe dovevamo fare una specie di stage all’estero presso delle famiglie. Dovevamo scegliere tra due famiglie: una americana e una inglese, passiamo per quella americana, è la famiglia di Obahama, il candidato alle presidenziali, lui gentilissimo ma la moglie nel sogno mi stava troppo sui coglioni, così decidiamo di scegliere la famiglia inglese ma lì finiamo per aggrupparci ad altri italiani e fra questi ci deve essere stato qualche ragazzo che mi attizzava parecchio, perché sentivo l’ansia del veder arrivare qualcuno in particolare che durante il sogno non arriva mai…

Torniamo alla realtà, Domenica non riusciamo a vedere lo spettacolo pirotecnico del 3 sera. Lunedì non ricordo che ho fatto ma ho camminato molto, ah ed ho preparato il tiramisù che ci siamo scolati in poche ore, e ieri sono entrato in mezzo alla confusione della parte centrale della festa alla patrona catanese, abbiamo atteso i fuochi , una lunghissima attesa che ne è valsa veramente la pena! E infine eccomi qua!

In tutto questo: è caduto il governo Prodi, Napolitano ha sciolto le camere, studi scientifici inglesi mostrano come sia possibile riprodurre lo sperma maschile dalle cellule staminali estratte dal midollo osseo femminile, in Inghilterra, sempre per quell’impeccabile political correct, è ora vietato agli insegnanti citare il binomio mamma e papà a scuola, Alì e papà Filippo sono usciti dal GF8 ed è entrata quella commediante di Benedetta, moglie del bel brasiliano, ho i polpacci ipertrofici e non ho ancora studiato un cazzo!!!

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