Marcus Giuseppe's profileMarcus' SpacePhotosBlogListsMore Tools Help
    March 04

    Senza

    Ehi, ma cos'è questa? N'altra poesia?! Oh my God! Allora è vero, Marcus è entrato in paranoia se si dedica così tanto all'autocommisserasione celata dietro parole in rima.

    E sì! Siamo in presenza di un caso di reo confessa e mi tocca ammetterlo sono in vena di poesia! Devo cogliere l'ispirazione, mica viene a bacchetta! Dedico a tutte le persone che mi stanno vicine l'ennessimo sfogo autoesortativo e spero che vi piaccia altrimenti infrangerete il mio sogno e la mia carriera come scribacchino finirebbe qui. E questo sarebbe grave visto che ho in programma di scrivere il bestseller di tutti i tempi, ovvero la mia personale biografia! :D

    Senza

    Ti confido l’intima paura di chi
    al buio non chiude più gli occhi
    per quell’affanno, suo interno,
    gelido più di ogni inverno
    e fa più freddo ogni giorno
    e non ci si guarda più intorno
    per il timore di ogni altrui conto
    e zitto, zitto serba il suo racconto
    aspettando quel sereno ritorno
    del più dolce pio buongiorno.
    Ma sa che non è più un momento
    questo intenso fremito sonnolento
    e tenta ancora l’amaro vagheggiare
    con fiumi di suppliche verso il mare.

    È poesia senza mani,
    è luce senza domani,
    è canto senza voce,
    è rivo senza foce.

    Ho paura, candido amico mio,
    non lasciarmi senza un addio.
    Di lacrime ne ho già versate
    e poche gioie mi sono restate.
    Corriamo ora rapidi lontani
    prima che il tempo mi dilani,
    con l’indolente passione
    dell’amore senza cessione,
    corriamo verso posti mai visti
    e mai più sguardi scuri e tristi.
    E che il silenzio estorca il dolore
    da questo corpo che calmo muore
    e che la linfa ridia l’innato colore
    a questo volto di informe pallore.

    March 02

    Sin destino.

    Come trascorre un'anima sensibile come la mia le proprie domeniche, se non studiando? Qualcuno metterà subito in dubbio la mia sensibilità, beh, eppure quando mi sento giù, o eccitato, o semplicemente annoiato faccio quanto più al mondo mi piace, ovvero scrivo e così tengo il punto della mia vita. Benché oggi sia una domenica di Marzo, sento l'estate già dentro e chissà perché quella stagione mi ricorda momenti non sempre belli. Un tenue venticello fa muovere ritimamente le tende e scandisce così il tempo dei ricordi. Ho ripreso dei miei vecchi scritti, dell'estate del 2002, li ho letti, li ho risentiti e ho voluto che non rimanessero archiviati tra i file della cartella "Some parts of my life" in bella vista sul mio desktop. Così, ho preso il testo di uno dei miei vecchi componimenti che più mi piaceva e giunto alla mia passione per le lingue l'ho tradotta in spagnolo.

    Il risultato è forte: una metrica più accurata, rime e assonanze meglio piazzate e sensazioni quasi palpabili. Sensazioni che sembravano essere rimaste tacciute nei miei diari, ma invece ritornano sempre, puntuali come un orlogio svizzero, nell'ora delle difficoltà.

    Sin destino

    Una cálida cosecha veraniega
    trae triste armonía que llega
    a esta calma vida de montaña
    tras su peña los días acompaña.

    Oscuridad en mi pensamiento
    y con tormento afina mi sentimiento
    lo que ni el tiempo olvida en ningún tiempo.

    Figuras sobrias y abstractas
    asumen las formas más insensatas
    retorciéndose delante de mí,
    quizás estén en busca de mí.

    Mis recelos toman sabiduría:
    inalcanzable y codiciada la felicidad,
    lejana y precaria es su vía,
    infactible y enemiga esta verdad.

    Un deslumbramiento en lejanía.
    Qué sea la fin, por casualidad,
    o quizás una estrella… mi guía.
    Quizás una rendija de felicidad
    que ya sé pronto desaparecerá.

    No hay ningún destino.

    Senza Meta (Versione Originale, 5 Agosto 2002)

    Una calda giornata estiva.
    Triste armonia quotidiana
    serena vita di montagna
    accompagnano il mio lungo sentiero.

    Buio nel mio pensiero.
    La mia mente mette a punto
    ciò che il tempo non dimentica.

    Figure cupe ed astratte
    assumono le forme più insensate
    contorcendosi dinanzi me
    forse cercano di me.

    Le mie paure prendon vita.
    Lontana ed effimera è la meta,
    irraggiungibile ed ambita le felicità,
    infattibile e nemica la verità.

    Un abbaglio in lontananza.
    Forse è la fine... forse la partenza,
    o forse una stella... la mia cometa
    non era la direzione corretta,
    forse uno spiraglio di felicità
    che presto so svanirà.

    Marcus Hill

    5 Agosto 2002