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    April 14

    Marcus Hill è diventato fan delle sue crisi esistenziali

    Non ho mai capito, per quanto ci tenti insistentemente, perché i momenti di crisi mi vengono sempre durante le feste. Sarei un po’ vigliacco se volessi uscirmene con qualche sparata psicanalitica scaricando la colpa all’assenza della mia famiglia, ai rapporti che non riesco a fondare su basi solide, all’avventarmi ora in un intere sse poi in un altro, agli insuccessi nello studio. C’è poco da fare il problema son io e sta dentro di me! Vado avanti con le mie solite auto esortazioni miste a toni auto commemorativi, intrugli di parole che dovrebbero funzionare come magici elisir.

    Sono costantemente pervaso dal malumore e le fottute feste mi scatenano le crisi. Provo invano a colmare qualche vuoto, ma la verità è che son pieno di buchi e le pezze che precariamente posiziono qua e là per tappare questi buchi resistono poco. E allora tappiamo gli orifizi più grandi con sesso a iosa, nulla di più rapido e facilmente reperibile. E sì per mesi ha funzionato. Il sesso mi distraeva dai problemi, dava una soluzione temporanea ad ogni cosa… un cazzo in culo equivaleva ad un successo di chissà quale strambo campo. Abbiamo bisogno di essere compiaciuti ma la lode che ho prediletto è stata questa… godere nel dar goduria, qualche fellatio, su e giù per spinte coitali sempre più ardimentose e orgasmi che fioccavano come manne dal cielo in un cereo deserto, eroso dalle passioni.

    Il problema è che poi, non so come accade, ti stanchi del braccare - come una lupa smunta, rognosa e in fregole per i tortuosi sentieri della vita in sterminate stagioni dell’amore - quegli avidi desideri. La lupa si ferma. Stanca si accascia ad un albero attendendo qualcosa. Scansa le foglie spinte in aria dal vento, non vi resta altro e stupitasi dal brunire delle sue stagioni ne coglie una, la scruta, ne consta la sua friabilità se la porta dapprima al petto frantumandola e poi, quel che ne resta della foglia avvizzita, alla bocca masticandola per poi sputarla risentita. L’aveva chiamata amore.

    Ho chiamato amore troppe cose, senza accorgermene, approfittandomene della loro fragilità e della loro genuinità. Cose che non saziano la lupa, svilita e ammaccata, si porta avanti zoppicando alimentando le sue voglie con falsi entusiasmi, va sempre più lenta, va perdendo il pelo, con la testa ossuta, gli occhi sgranati fissi al suolo, si guarda indietro perché nessuno la noti attraversare affannata la piana deserta.

    December 25

    Nulla dies sine linea. Il resoconto del 2008!

    È notte fonda. È una delle tanti notti fredde. La solita stanza buia, la pervinca solita luce flebile del monitor che riflette la mia sagoma sguarnita di toni su una pallida parete color limone crema, e un altro anno va via. Ho più volte descritto il tempo come una vera è propria entità fisica a me nemica. Mentre prima del tempo ne conoscevo solo il fantasma etereo e terso che camminava al mio fianco seguendo il mio passo, ora fuggo da una feroce belva ottenebrata dall'avidità. Aspettavo una notte quieta e lunga come questa per buttar giù il mio ormai tradizionale ragguaglio su ciò che è stato e le mie attese su ciò che sarà!

    Un anno breve ma inteso, ed è forse l'elevata quantità talmente concentrata di eventi che ha reso così spedito lo scorrere dei giorni, delle settimane, dei mesi.

    La parola chiave di quest'anno è: SCOPERTA. Ho scoperto nuovi profili in me e li ho accolti mio malgrado come parti costitutive della mia persona. Ho scoperto nuove e riscoperto vecchie amicizie da cui ho tratto forza, vitalità, brio, armonia, non sono mancate le discussioni, ma gli amici veri sono rimasti sempre vicini, come io non li ho mai persi di vista. Ho scoperto inganni e tradimenti, cattiverie, offese, molestie. Ho scoperto di essere superbo e mi sono fatto cinico e poi naif, ho scoperto anche nuove persone e quante emozioni: ardore per l'amore, sobbollimento per la rabbia, caldane di passioni, freddezza per la strana società dei podisti e dei tempi esponenziali, gelo per le ipocrisie, paura per le fallaci astuzie degli ambienti che frequento! Ma poi, un po' per mollare la zavorra, un po' per incuranza preferisci dire che è proprio vero che la maggior parte dei mali sono cagionati da noi stessi!

    Le scoperte comportano cambiamenti, arricchimento o rovina, smuovono comunque le acque, fan scattare vecchie e nuove strategie, congegnano nuovi meccanismi che vanno in difesa o all'attacco della scoperta stessa. Ma, in fondo, che sono le scoperte se non amare certezze che ciò che avevamo di certo non fosse diventato illusorio?

    Un anno barcamenante tra euforia e disforia, tra fatto e disfatto e come una Penelope del mondo liquido-moderno tessevo e disfacevo questa rete di relazioni sociali, di coinvolgimenti emotivi, di mire nella perpetua attesa di un qualcosa che cambiasse tutto. Diverse follate di vento hanno soffiato su di me, spazzando via rancori, dissapori ma anche amori e illusioni. Ho allontanato il fradiciume corrosivo, ma poi mi son scoperto ugualmente intaccato. Ho ricevuto forti critiche, giudizi refrattari sulle mie attitudini poco morali, spicciole, leggere, e vorrei solo difendermi citando il mio amatissimo Oscar Wilde: "Non si può dire che un'atmosfera di alta moralità sia molto propizia alla salute, o alla felicità."

    Senza voler recriminare nulla, penso di essere stato molto umano in tutte le accezioni che il termine può raccogliere. Il 2008 ha guardato per me spruzzi di felicità urticante e scaraventato slavine di mestizia antalgica, e forse ho imparato a vivere e modellarmi in questo mondo di ossimori e paradossi.

    Beh dopo questo lungo preambolo vi lascio allo schema già adoperato negli anni passati: un po' più tecnico ma forse anche stimolante. (Vedi anche i resoconti passati: 2007, 2006, 2005 matruzza ma mi sto facendo vecchia! Sto blog ha già 4 anni!)

     

    Successo à ci vuole culo

    sta dea è proprio ceca ß Sorte

    1. Quali obiettivi ti eri prefisso all'inizio dell'ultimo anno? Superare l'anno accademico, stringere vere amicizie, scopare di più, essere meno nevrotico, non fidanzarmi, essere combattivo, non scoraggiarmi mai, avere momenti e spazi miei da trascorrere in meditazione, trovare casa da solo, essere fedele al moto latino do ut des!
    2. Quali si sono realizzati?
      Sono al secondo anno in corso di Lingue e Culture Europee. Come elogiati più volte nel durante l'anno, ho degli ottimi amici che purtroppo spesso tratto di merda. I tentativi di instaurare una relazione amorosa sono stati clamorosamente fallimentari, ma sono combattivo su ogni punto di vista, più caparbio, tenace, determinato, rigorosamente fedele al do ut des che ha armonizzato il mio karma. Ho raggiunto picchi in cui mi sentivo talmente sicuro di me che non ho più pensato alla chirurgia plastica, ho scopato sicuramente di più dell'anno scorso! Mi ritengo più interessante, cresciuto su molti campi, intollerante ma molto affabile. Ho perso però molta fiducia nei rapporti umani, qualche amico con cui compartivo il giorno e la notte adesso non fa più parte della mia vita ma ho rafforzato e consolidato altre vecchie amicizie (vedi Rosy, Agata ed Enrico)! Ho molti ritagli di tempo che dedico interamente a me stesso, ma purtroppo ancora sono costretto a condividere casa con un nuovo coinquilino! (al solito preparavo questo resoconto con molto anticipo rispetto il giorno della pubblicazione, e toh! Anche questo coinquilino è scappato!)
    3. Quali ti riproponi per l'anno venturo?
      Ancora ottenere buoni risultati all'università, menziono il ricorrere alla chirurgia plastica per piccoli ritocchi al viso, stavolta scopare un po' di meno, trovare la persona giusta che mi stia affianco almeno durante tutto il corso del 2009. Ribadisco il trovare casa da solo! Essere più tollerante nei confronti di ogni diversità, sgarrare al do ut des, non litigare più con Agata, avere fiducia nel mondo. Trascorrere più tempo con la mia famiglia
    4. Avresti voluto fare di più?
      Forse sotto il profilo accademico avrei voluto darmi qualche materia in più a fine anno, avrei voluto non conoscere certa gente, non esser stato troppo polemico nei confronti di alcuni miei amici, ma spero che non me ne vogliano e capiscano che questo è solo un segno di quanto tenga a loro!
    5. Ti sei lasciato perdere qualche occasione che avrebbe potuto cambiare la tua vita in meglio?
      No, non mi è capitato nulla di così eccezionale da potermi far credere di aver perso la possibilità di dare una svolta alla mia vita.

      HOT. La vita comporta sempre scelte e soprattutto rinunce: per il successo cosa sei disposto ad abbondare? a) la tua reputazione, magari facendo un servizietto ad un manager Mediaset, ma i giornali gossip vi beccherebbero e tutti saprebbero che sei lì dove sei solo perché l'hai succhiata all'uomo giusto; b) città, famiglia ed amici; c) gli studi?
      Mi rincuora ammetterlo, sarei disposto a tutto! Forse meno agli studi, che continuerei magari con più comodo, ma ormai che ci sono un titolo di laurea lo voglio! La famiglia l'ho abbandonata da un pezzo ma è sempre nel mio cuore, i miei amici sarebbero i benvenuti ovunque mi trovi, e poi se fossi un uomo di successo potrei andarli a trovare sempre, la mia città l'adoro, ma non offre molto e la reputazione, beh quella si sa non ho mai goduto di una buona fama!
    1. Nel corso del 2008, quante schedine, cartoline, gratta&vinci hai acquistato e giocato?
      1 gratta&vinci e 1 biglietto della lotteria Italia!
    2. Hai vinto qualcosa?
      Mai! Ah! Una shopping bag in tela rispondendo ad un sondaggio! Wow! Color avorio!
    3. Ti sei sentito comunque baciato dalla fortuna nel 2008? Ci sono stati degli eventi che sembrassero essere piovuti dal cielo o calzanti a pennello per te?
      Quest'anno la dea non mi è venuta mai in soccorso eppure l'ho invocata più volte!
    4. Alla tua fede è cambiato qualcosa nell'ultimo anno?
      Totalmente agnostico, anzi con un po' di intolleranza nei confronti dei credenti praticanti e soprattutto verso i religiosi.
    5. Sei o sei stato durante l'anno superstizioso?
      Mi sono fatto leggere i tarocchi, mi sono sfiorato il naso e toccato le palle ogni qualvolta fosse richiesto, ho fumato per ultima la prima sigaretta che prendevo in un pacchetto nuovo. Tutto sommato sono più imprudente e più coraggioso. La dea? È la mia sfida conquistarla!

      HOT. Inverosimilmente, una maga, la stessa degli anni passati, leggendoti le carte ha previsto che in un determinato giorno ad una determinata ora, in una certa conformazione celeste, l'uomo della tua vita ti sta attendendo, ma vive in un'altra nazione. Perderesti l'occasione di una vita se non prendessi il primo aereo e non ti recassi al posto indicato dalla preveggente cartomante. Le sue previsioni sono ormai infallibili, è quotata e tutti te ne hanno parlato in bene. A questo punto che fai? a) quotata o no, l'uomo della mia vita non voglio a mille miglia da me; b) seguo alla lettera tutte le indicazioni; c) ci mando qualcuno che conosco che si trova da quelle parti.
      Ovviamente per così poco non mi sposterei! L'uomo giusto non sta né in cielo né in terra, né tantomeno dietro l'angolo. Ne incrocerò un altro alla prossima posizione favorevole degli astri: assolutamente A

    Voto: ♦♦♦♦♦ 5 assi su 5

    Non guadagno ancora un centesimo, ma sono nella pace dei sensi, felice di ciò che ho ed ho raggiunto con difficoltà e tanti sforzi! Amo un po' di più il mondo ma con coscienza e la giusta dose di diffidenza. So che devo pesare consapevolmente ogni mia mossa, anche rischiando di ferire qualcuno ma devo pensare prima a me!

    Voto: 0 picche su 5

    Fox me l'aveva predetto che sarebbe stato un anno sventurato. Ma vabbé quel che conta è essere ancora qui!

    Soldi à penso di prostituirmi per andare avanti

    fonte di ricchezza rinnovabile ß Sesso

    1. Da un punto di vista economico, ti ritieni soddisfatto del 2008?
      Sì. Papino è stato molto generoso quest'anno. Ho anche riscosso qualche vecchio buono fruttifero e mi hanno assegnato una borsa di studio… ma un mi ciccati soddi perché li ho già spesi tutti!
    2. Approssimativamente, quanto hai speso in Euro per fini dilettevoli (abbigliamento, accessori, cosmetici, articoli da regalo, arredo, ricariche cellulare, discoteche, pub, etc…) nel corso dell'ultimo anno?
      Uhm… personalmente non molto! Sui 5.000! Tra vestiti, viaggi, cinema, disco, ricariche e capricci vari!
    3. La cosa più costosa che hai acquistato?
      La London Pass che non è servita a nulla! J Per il resto credo di essere stato molto parsimonioso, anche se nonostante il consiglio degli amici di andare a fare la spesa all'Eurospin continuo a preferire le grandi marche (non le griffe!).
    4. Regali ricevuti e che desidereresti ricevere?
      Quest'anno regali pochi e dagli amici più stretti e vorrei ricevere semplicemente un po' di serenità!
    5. E tu cosa hai regalato e cosa desidereresti regalare?
      Anche io ho fatto pochi regali. Quote fisse per i vari compleanni e 5 regali per Natale ai miei amici e a mia sorella. Non ve li dico perché uno ancora non l'ho consegnato J

      HOT. Ti conosciamo, tu saresti disposto a vendere l'anima al diavolo per un pugno di quattrini. Adesso scegli quale fra questi baratti rechi miglior vantaggi: a) un secreto inconfessabile di un amico per un biglietto vincente alla lotteria; b) foto e messaggi compromettenti di un flirt fallito, che è anche un personaggio in vista, alla stampa semplicemente per metterlo alla gogna; c) la tua vita nei dettagli per un film hollywoodiano.
      Sulla mia vita voglio scriverci un libro, quindi perché no? Un film sarebbe un'ottima pubblicità! Vorrei anche sputtanare qualcuno, ma sono troppo buono e preferisco qualche rancore piuttosto che vederlo sulla gogna. I secreti degli amici? Ne possiamo discutere, ma poi tutto ciò che ne farei della vincita con chi lo condividerei se non avessi più amici? La C!
    1. Senza troppi preamboli, sapresti indicare la cifra esatta degli uomini che hai baciato (solo bacio alla francese) nel corso dell'ultimo anno?
      Ehm… se vabbé! Non ho neppure idea di un numero approssimativo, diciamo che ho baciato nel 40% delle mie scopate occasionali e il 100% delle volte che sono stato ubriaco e anche più di uno per volta. Facciamo una cinquantina? O vogliamo contrattare per la metà?
    2. A quanti hai fatto una fellatio (un pompino)?
      Oddio! Qua ci perdo una notte per ricordarli tutti! Ci provo dai, il gossip va venerato (penso al mio futuro ragazzo che leggerà quanto sono troia! Povero! Amore, che ancora non esisti, fidati sono un bravo ragazzo!). Iniziamo: a gennaio uno, a febbraio sempre lo stesso, a marzo nessun, ad aprile 2, a maggio 4, luglio 6, agosto 4, settembre 2, ottobre 2, novembre 5, dicembre 4. Amore qualcuno l'ho scontato perché sicuramente non me lo sono ricordato: 30.
    3. E con quanti hai avuto un rapporto sessuale completo (anale)?
      Suppergiù la stessa cifra. Dai, fattibile, pensavo peggio!
    4. Hai sempre usato le dovute precauzioni?
      Sì, durante il 100% dei rapporti anali!
    5. Il cazzo più lungo? 
      Brutta annata quest’anno, la media è stata di 14cm: il più lungo 21 cm. Quello dei 23 dell'anno scorso credo sia diventata trasgender!
    6. Sei pentito?
      Mi ero ripromesso l'anno scorso con tono minaccioso che mi sarei rifatto quest'anno. Così è stato! Pentito no, mai! Però certo qualcosina potevo risparmiarmela!
    7. Hai fatto nuove esperienze sessuali? Se sì, quali?
      Di tutto e di più, l'anno delle scoperte! Nuove esperienze: un'orgia, doppia penetrazione, la sauna con cruising (che riproverei subito!), darkroom (così rispondo anche alla successiva!).
    8. Sei entrato in una darkroom nell'ultimo anno?
      Sìììììììììì. Stavo prono a succhiare un cazzetto, quando mi sono sentito umidiccio da tutte le parti. Avevo i vestiti ricoperti di sperma! Comunque incurante continuavo a succhiare, finché si avvicina un altro ed io ancora più eccitato gli prendo in bocca pure all'altro, ma poi questo si mette a giocare con il primo ed io mollo entrambi e torno in pista! E poi quella volta in sauna, e li ho dedicato un post intero! Che esperienze!
    9. Sei stato in cruising area (zone frequentante da individui arrapati subito disponibili a del sesso) sperando di rimorchiare o essere abbordato?  Se sì, quali?
      Sì, al porto e alla sauna con cruising!
    10. Ed hai attraccato?
      Tu che dici? C'erano dubbi! E mi sono pure divertito parecchio! Ah, caro amico etinolo! 
    11. Hai fatto uso di stimolanti, eccitanti o droghe per migliorare le tue prestazioni sessuali?
      Ehi, ehi, ogni tanto alzo il gomito, ma per il resto non ci sto!
      Ancora vado bene così. Forse fra qualche anno deciderò di prendere il Viagra®.
    12. Hai mai fatto cilecca nel corso del 2008?
      Anche quest'anno, libidinoso e lascivo per quanto sia stato, mi eccitavo solo con partners non proprio occasionali (o che si impegnavano bene!).

      HOT. Domanda imbarazzante: siete nudi e in procinto di farlo, ma ti sta per scappare una scorreggia, pochi attimi per pensare: a) cerchi di farla silenziosa e fingi assoluta indifferenza all'odore di questa o premi forte il tuo sedere sul letto dissimulando qualche rumore per coprirlo e sperando che l'odore si impregni sul copriletto
      ; b) amore scusa, devo correre alla toilette; c) lasci scappare la scorreggia e poi ridi a squarciagola.
      Ahahahah! Una volta mi è capitato: mentre mi sollevava le gambe ho sparato una scorreggia ed io sono diventato viola per l'imbarazzo, quindi onde evitare la figuraccia preferirei andare in bagno.

      HOT. La stessa domanda poco politically correct dell'anno scorso: Inverosimilmente, scopri che il tuo ragazzo del quale sei tanto innamorato è malato di AIDS, benché abbiate fatto sempre sesso sicuro, che faresti? a) gli parleresti e con tutta sincerità gli diresti che non può continuare perché hai paura di poter essere infettato; b) gli staresti affianco e lo appoggeresti, seguendolo e confortandolo maggiormente e con responsabilità sapendo della sua disgrazia; c) l'amore supererebbe le paure e volendo compartire tutto con il tuo partner gli proporresti di farlo d'ora in poi senza.
      L'anno scorso risposi A ma quest'anno ho avuto modo di ravvedermi: ho conosciuto meglio un mondo che mi era del tutto estraneo e se un uomo ti piace, ti piace e basta! Ci fai solo un po' più di attenzione: se il mio compagno fosse sieropositivo ed io ne fossi innamorato penso gli starei vicino usando tutte le precauzioni necessarie e cercherei di non fargli pesare il suo male anche se questo sarebbe sempre nei miei pensieri. B

    Voto: €€€€€ 5 euro su 5

    "Naturalmente nella vita ci sono tantissime cose più importanti del denaro, ma costano un mucchio di soldi!" (Groucho Marx)

    Voto: ♂♂♂♂♂ 5 maschio su 5

    "Ci sono cose migliori e cose peggiori del sesso, ma niente altro è veramente la stessa cosa." (W. C. Fields)! "Chi fa citazioni ha bisogno di sesso." (S. Freud)

    Sentimenti à solo quando sogno

    1. Sei stato innamorato nel corso del 2008?
      Sì, della persona sbagliata!
    2. Quante relazioni e/o flirts hai avuto nell'ultimo anno?
      Nessuna relazione. 3 flirts. Solo uno ha raggiunto i 4 mesi, gli altri si sono fermati alle prime 2-3 settimane.
    3. Rimpiangi qualche fallimento amoroso?
      No, ho tenuto ben aperti gli occhi. Avessi ascoltato la mia testolina mi sarei evitato, qualche patimento d'amore.
    4. E le amicizie?
      Non occorre che continui ad elogiarli se no sembrerei troppo lecca culo! Però quest'anno gli amici sono stati determinanti! GRAZIE MILLE!
    5. Mentre i nemici?
      E con dei buoni amici stai a badare ai nemici? Ci stanno, ci staranno sempre. Ma chi se ne fotte! Basta isolare il suono delle loro voci ed ignorare la loro presenza e all'occorrenza farsi valere mantenendo sempre e comunque la calma!

      HOT: Inverosimilmente, ti sei invaghito del ragazzo della tua migliore amica, ti piace davvero tanto: lo sogni la notte, ti seghi guardando la sua foto, quando è vicino lo spogli con gli occhi: rischi di perdere un'amicizia, qualcosa devi farla: a) eviti di vedere la tua amica in compagnia sua; b) parli con lui e gli confessi la tua cotta e poi riferisci tutto anche alla tua amica; c) la butti sul ridere e ti chiedi come sia possibile una cosa simile, ne parli alla tua amica e sminuisci la situazione.   
      Che Rosy non pensi male leggendo questa domanda! Grazie al cielo non mi è ancora capitato, anche sé il suo Fabio è molto, molto carino! In una situazione del genere per carattere tenderei a sminuire il tutto con quattro risate e scopate più frequenti partner occasionali e sicuramente ne parlerei con la mia amica. C!

    Voto: ♥♥♥♥ 4 cuori su 5

    "Per raro che sia il vero amore, è meno raro della vera amicizia." (F. de La Rochefoucauld)

     

     

     

    Mi tocca dare un voto: 7,6/10

    December 01

    L'amore di una notte.

    Le mie ambizioni col tempo sono cambiate, o meglio dire, finalmente inizio ad avere delle ambizioni! Due anni fa è iniziato questo strano processo, partito così dall’oggi al domani ho consacrato al fissaggio di goals da mettere a segno nel e per il mio futuro immediato, tutte riferenti all'attuazione di un qualcosa di concreto. Ho investito, originariamente, su tanti fronti; quello che riceveva più benefici è stata innegabilmente la sfera sentimentale, seguita da quella professionale, ovvero lo studio.

    Parte dei traguardi li ho raggiunti con un certo successo: l’università va benissimo sono in corso e riesco a gestire bene lo studio, gli amici sono fantastici e non smetto mai di elogiarli, ho un certo successo con gli uomini quindi non mi faccio mancare del buon sesso, a singhiozzo coltivo le mie passioni – il cinema, la lettura, le feste, i viaggi – ma per l’amore forse c’è ancora da spianare terreno!

    Ho intrapreso la lettura di un libro, che ho conosciuto per caso cercando qualcosa da leggere durante il volo Catania - Torino. Lo trovo molto affascinante: un bel saggio sulla fragilità dei legami affettivi nell’epoca della modernità liquida. Amore liquido di Zygmunt Bauman edito da Editori Laterza, suggerisce una nuova concezione di rapporti umani, quella delle connessioni umani. La sostanziale differenza tra rapporto e connessione è che le seconde implicano la possibilità di sconnetterle quando e per quanto vogliamo. Ed è un po’ quello che vediamo accadere: l’attenzione dell’uomo, oggi, tende ad incentrarsi sulla speranza di ciò che di buono rechi una relazione ma mai soddisferanno appieno perché il prezzo di tale appagamento risulta eccessivo ed inaccettabile. È smettere di sperare. Il mondo appare più piccolo e quindi ogni singola possibilità, seppure virtuale, idealizzabile, di un appagamento maggiore desta allora nell’uomo liquido-moderno la paura di fossilizzarsi così crea relazioni virtuali sempre frizzanti ed eccitanti che è possibile troncare in ogni momento.

    Da qualche tempo sono anch’io un uomo liquido-moderno, un uomo privo di consistenza, sciolto, mutevole. Spero per il meglio perché so che il meglio PUO esistere, ma se trovassi quello che per un dato momento sarebbe per me quel MEGLIO smetterei di sperare e quindi di dare un senso alla mia vita, di avere impulsi. Questa breve premessa per riportarvi quanto mi è successo.

    Sabato notte, per la prima volta in vita mia, misi piede in una sauna gay. All’inizio ero impaurito, ma la novità mi eccitava. Sono sempre stato dell’idea che frequentare questi posti fosse amorale e turpe. Consideravo degli ab ietti tutti quelli che ci andavano ed ero sempre lì con quello sguardo sanzionatore pronto ad infliggere qualche dura condanna! Eppure ho passato una delle notti più stravaganti e sensazionalmente ricche delle mia vita! Vedere quegli uomini che si inseguivano in quei labirinti oscuri, che si inculavano negli angolini, che ti fissavano con la solita bramosia viziosa di svuotarsi le palle non aveva un senso e mi chiedevo perché gli uomini avessero bisogno di posti del genere per un qualcosa che possono espletare anche con le proprie mani. Non me ne facevo una ragione, ma visto che ero rimasto solo, mi intrattenevo tra un bagno turco e una sauna finlandese e… un giro nei labirinti oscuri, sicché, il ragazzo più bello lì dentro mi accarezza… un tremito… uno sguardo e nessun altro pensiero… lo seguo nell’ombra distinguendone il profilo docile, tra gli anfratti di quell’Ade, fino ad uno dei camerini relax incastonati lungo il labirinto. Ci chiudiamo lì, non aspettandomi che sesso faccio per prendergli in bocca il cazzo, ma questo inizia a baciarmi, a coccolarmi, a far scorrere dolcemente le sue mani per il mio viso, uno sguardo magnetico, ipnotico, ed io totalmente disorientato. Nessuna parola per più di 30 minuti eppure le nostre labbra si muovevano inesauribilmente. Finalmente una parola. Gli dico che non ero mai entrato in un luogo simile e che mi sorprendono le tante moine che mi dedica, che in realtà non ero venuto per una scopata e che quello che stava accadendo mi metteva in imbarazzo, mi scusavo per avergli rubato del tempo e lo invitavo a cercare qualcun altro. Lui mi chiama al silenzio, poggiandomi un dito sulle labbra e mi sorride, e poi finalmente la sua voce: sublime, con accento settentrionale, dolce anche quella, mi torna a far stendere e mi dice che è vero che in quei posti la gente non è come lui, si definisce “un po’ strano” e mi ripete che non avrebbe fatto nulla che non avrei voluto. Ma poi tutto un delirio di sensi, una passionalità imprevista e lo stupore che il mio ideale di uomo era lì, a regalarmi un sogno nell’incubo! Ci siamo intrattenuti molto tempo ancora dopo l’amplesso, era passato già tanto tempo e mentre tanto iniziava il naked party. Da quel momento in poi non si poteva più andare in giro per la sauna con l’asciugamani legato al ventre, ma proprio senza veli! Una doccia veloce e poi ancora baci, quanti baci, nella sauna. Sudavamo e mi bruciavano le labbra per via della sua barba che punzecchiava. E poi ci siamo sfiorati un’ultima volta senza mai dirci i nostri nomi. I suoi occhi mi resteranno impressi per molto tempo… lui, il mio amore di una notte.

    November 01

    Rum&cola e libido

    La notte di halloween alle 3 del mattino non trovi proprio nessuno on-line ed è proprio un peccato se tutto quello che vuoi è cercare uno sfogo verbale seppure virtuale con un perfetto estraneo. Mentre declinavo l’invito per cui tutta la settimana mi sono preparato a scapito di una serata in solitudine, il mio ultimo amante mi confermava ciò che già sapevo: vuole che ancora frequentarci perché l'ex non lo riesce proprio a dimenticare, e tre mesi non sono sufficienti per capire se son io colui che desidera. Non ho ancora sonno e penso alla serata: la persona a cui ho aperto il mio cuore non riesce a decidere, mentre io più deciso decido ti tiramene fuori da tutta questa vicenda. Incontro un tipo, posatissimo, timidissimo, quasi disagiante che rientra nell'ormai assodata categoria dei fenomeni di cui ho parlato nel precedente post, ne incontro un altro che non scherzava neppure e allora mi chiedo: se io ubriaco non sono riuscito a rimorchiare una scopata sono già da macello? Ho fatto il mio tempo sulla scena gay che devo già rinunciarci?

    Non lo so, ma fato e fatto vogliono che credo ancora in me! Non ho sonno e sono sotto effetto dell’alcol ho ancor voglia di stare tra la gente e quasi quasi voglio uscire! La notte è giovane ed io pure!

    October 31

    Il Circo

    Venghino! Signori venghino! Lo spettacolo sta per cominciare. “Noccioline, palloncini, leccalecca, palloncini e zumpappà!” Quante volte vi sarà sembrato che per le vostre strade stia passando una carovana di circensi: la banda, gli elefanti, il mangiafuoco, tizi in calzamaglia che fanno giravolte, la donna cannone, saltimbanco e fenomeni di ogni genere. Eccolo, è il circo girovagante che sta passando anche per la mia vita e mi ha trascinato con sé.

    Ogni agognato tentativo di trovare quella ormai assurda normalità mi spinge in nuove situazioni, eccitanti inizialmente, ma poi quella stranezza che da prima colpiva ed ammaliava lascia solo sordidi e storditi a diguazzare nella melma del recinto degli elefanti, ridendo isterici per l’imbarazzo. E allora non resta che chiedersi: esiste un uomo in questo mondo che non sia un fenomeno da baraccone? Sarà possibile la normalità? Mi tocca fare l’equilibrista anche a me per non soccombere all’oblio sensoriale? Non si rischia di non rimettersi più in piedi all’ennesima caduta? Non si rischia di allontanarci troppo dalla gente comune? Per quanto possiamo camminare avanti e indietro a piedi nudi sui carboni ardenti senza ustionarceli? Stanco di fare il fachiro, arrampicarmi in lunghe pertiche e poi cascare da funi, trampolini e precipizi, me ne voglio star comodo tra gli spalti ad osservare gli amanti acrobati fare il loro numero migliore e ohimè l’unico momento elettrizzante è proprio quando stanno per cadere.

    Penso di non essere tagliato per far parte di questo circo ed entrato nel mio stadio trascendentale,via tigri e leoni è ora di uscire dall’arena, prendersi una bella boccata d’aria e guardarsi attorno, compatire le stranezze e farci un buffo pensiero, e marciare a testa alta tra la folla confusa di storie e di genti, dove si sperimenta ancora una definizione alla normalità.

     

     

    La playlist di questo post:
    CapaRezza – Dimensioni del mio Caos – Il Circo delle Pantegane
    Tosca – Romana – Il Terzo Fuochista

     

    October 25

    Il baratro

    Sono tornato a scrivere dopo mesi di silenzio! La scrittura mi ha sempre aiutato a capire il mio stato d’animo, in fondo sono abituato da anni per gli studi intrapresi ad analizzare testi e il riversare e trasporre i miei pensieri su carta, o più spesso su questo monitor, in sintagmi più o meno coerenti e coesi mi viene in soccorso.

    Come sto? La domanda è sempre la stessa e la risposta alla luce di un’osservazione diacronica metatestuale  è sempre la stessa. Sommariamente mi sento triste, amareggiato, scoraggiato, disilluso, melanconico, misantropo … e lagnoso! Consapevole di ciò, ho bisogno di svolte poiché l’agire indifferente ai problemi sostenendo di non poter cambiare la situazione ha fatto sì che perdessi ogni barlume di speranza di riscatto, divenissi venale, m’isolassi dagli amici, fossi intollerante, pretenzioso, presuntuoso, perdessi passioni, inventive, creatività, entusiasmo, curiosità, perdessi proprio quelle cose per cui vale la pena vivere.

    Sulla saggia nota latina del do ut des, sono riuscito ad arginare questo forte malessere, per lo meno nei rapporti umani, ma nel momento in cui non ho conseguito dosarmi è stato un cataclisma emotivo. Mi era già capitato che innamorandomi tutto ciò che componesse il mio background viscerale tendesse ad affiorare, ma ho sempre mantenuto una certa sicurezza e maestria per contenere i miei sentimento, favorito da quel elegiaco cinismo sistematico che ancora adesso manifesto. Oggi sono più combattuto, più angosciato, non ho piani di riserva e so solo ciò che non voglio: non voglio soffrire. La fase di stallo dura da anni e sono sul punto di fossilizzarmi, vivo con l’unico desiderio che cambiando Paese la mia vita possa brillare di nuove tinte. Sogno la Spagna e questo mi da una grossa determinazione per completare quello che ho intrapreso qui, ma non so cosa potrei trovare lì e temo sia solo la volgarizzazione di un’utopia.

    Rampollano dal mio cervello sterminate serie di interrogativi, ansie primitive, arcani quesiti che potrebbero farmi naufragare in squisite disquisizioni sui massimi sistemi! Ma poi cozzerebbero con i miei credi: “che me ne fotte del mondo, del perché ci sto, perché la gente s’ammazza, perché la gente ci ferisce?”. Nell’intento di star bene ho preferito questo atteggiamento agnostico e là dove non ho una risposta demando al tempo una conclusione. Ma da qualche tempo il tempo stesso mi è nemico e sento di lottarlo ad armi impari. Precipito nel paradosso perché non voglio delle linee guide nella mia vita ma le cerco, né sento il bisogno, sono disorientato da ciò che accade fuori dal mio mondo e contemporaneamente sono mosso per cercare di limitare il tracimare di certi pensieri ed emozioni negativi, eppure non scredito mai il mio vissuto, non mi capita di avere rimorsi o rimpianti, quanto piuttosto di prestare fede al mio passato e di imporlo a chi mi voglia star accanto. So che in questa amalgama confusa, grumosa, scura c’è anche del buono. C’è tantissima forza, un po’ di speranza, generosità, disponibilità, amore in senso stretto. Dovrei indossare un camice e da buon chimico scindere il positivo dal negativo e creare la giusta miscela per dar luogo ad una reazione che mi cambi.

    Ho tentato l’ennesima relazione, che sin da subito non si prospettava prospera, ma nel timore della solitudine o nella speranza di quella già citata reazione ho voluto insistere perché trovassi la giusta combinazione che mi concedesse, ci concedesse, ragione di credere. A differenza dei passati tentativi decisi di alzare la posta, mettere tutto in gioco e in discussione in nome di un imminente bene che non avrebbe dovuto tardare ad arrivare. Un presupposto di partenza già tanto sbagliato quanto venale, ma l’unico che trovavo per scuotermi, seppure una strategia già adottata e già assodata come rovinosa . Ad ogni incontro la posta era più alta, ogni insuccesso un motivo per scommettere ancora. Mi sono intestardito contro ogni razionale giudizio di star commettendo uno sbaglio, mi sono abbandonato lasciando che il nemico tempo facesse i nostri interessi. Ho dimenticato il mio passato, quello che spesso mi lascia sveglio le notti, quello che come il grillo parlante in Pinocchio mi sussurra parole a volte così sconsolanti ma sempre assennate, mi sono spinto fin oltre il punto di non ritorno, quello superato il quale sapevo che se non avessi preso il volo sarai ruzzolato giù per un profondo baratro. Nella voragine ci sono cascato, cercando quanti più appigli per non lasciarmi inghiottire dal fondo. Non ne trovo più e tento una nuova arrampicata a mani nude grondanti di sangue, facendo della luce l’ultima mia forza.

    July 06

    The day after the Pride!

    Salve ragazzuoli! Finalmente torno a scrivere sul mio blog. Ahimè lo studio e gli esami sempre imminenti tolgono spazio alle relazioni pubbliche anche se ultimamente strappo sempre più ritagli di tempo da dedicare agli amici, alle nuove conoscenze e agli svaghi.

    Ieri è stata una giornata sensazionale, a parte il tram tram preparativo per il Pride, ovvero, giornata a mare con il caro Enrico e Natalia per ricevere un colorito decente, appena rientrato a casa ho subito cercato di dare una forma ai capelli, un’ora di posa di crema stirante, che poi non ha fatto granché e dovrei riapplicarla fra una settimana, poi un salto a comprare un pantaloncino perché morivo dal caldo e non sarei potuto andare al Pride con un pantalone lungo, gli appuntamenti in posti vari per ricongiungermi ai diversi conoscenti e in fine, ecco il Pride scendere per via Etnea e la gente ai bordi delle strade che aspettava il corteo manco fosse la festa di Sant Agata (anche se ovviamente c’era molta meno gente che per la festa patronale).

    Il Pride catanese è stato entusiasmante, positivo, sobrio, divertente, insomma soddisfacente! Dai marciapiedi si sentivano qualche ghigno, alcuni sfottò e chiacchiere da bar ma tutto sommato la cittadinanza catanese ha risposto con un gran esempio di civiltà e di tolleranza a quello che da tempo è un corteo provocatorio e di rivendicazione di diritti umani. Ad essere sincero, ho sempre pensato del Pride che fosse una sorta di Carnevale estivo e che non vi avrei mai preso parte. Di fatti sin da subito ho chiarito ai miei amici l’intenzione di non voler entrare in mezzo al corteo, ma dopo un po’ anche io ero lì, a sventolarmi con il ventaglio di gaydar che hanno regalato dai carri all’inizio della sfilata e che a me è stato affettuosamente ceduto dal mio ex.

    Mi ha stupido la serietà con cui si è svolto il tutto. I partecipanti, fatta eccezione di chi era sui carri, si sono mostrati nella loro naturale essenza: ovvero persone e non maschere di carnevale! È questo che io volevo da tempo. Vedere persone, uomini e donne, che non necessitino di ostentare, provocare, berteggiare per richiedere dei diritti di dignità umana. Mi sento realmente soddisfatto, alla fine il Pride è nostro e vedere realizzata una certa atmosfera di gioiosa liberalità, rispetto, e perché no, simpatia mi conferma quel che penso della città in cui vivo: ci stanno criminali, c’è povertà, c’è poca ricchezza d’animo, ma c’è quello calore umano che caratterizza lo stereotipo del sud, alla gente non importa tu sia gay o eterosessuale qui, alla gente interessa che tu sia una persona valida! Se poi sei anche bono, meglio così… c’era un carro con dei ragazzi palestrati con una bandana e una fascia attorno il bacino dal manto di dalmata, davanti a loro un altro ragazzo travestito da Crudelia Demon. La chiave di satira politica del carro è di facile proposito: Crudelia si chiama qui Scarfagna, il nostro ministro delle pari opportunità che il mese scorso si è rifiutata di patrocinare il Pride di Roma. Bene quei ragazzi erano molto carini e le ragazze, presumibilmente eterosessuali, impazzivano per questi, chiedevano foto, mandavano baci, e ridevano amaramente! Eh! La nostra beffarda vita!

    Ho seguito il corteo fino a piazza Università, gremita di gente che poi si è cominciata a disperdere per prepararsi al dopo Pride in disco. Io e gli amici miei, sostanzialmente eravamo i moderatori della chat che abbiamo creato su MSN - a proposito ne faccio pubblicità: Catania e provincia aggiungete questo contatto al vostro Messenger, siamo già in tanti ma più siamo meglio è  mgroup81152@hotmail.com Click to IM mgroup81152@hotmail.com– siamo andati a cenare, a bere (ormai credo che mi stia facendo la fama di ubriacone, mi si vede troppo spesso brillo!) e poi l’ormai classico salto alle scale, dove ho fatto nuove conoscenze, vedremo!

    Per il resto di che tenervi aggiornato? Beh! Non ho voglia di studiare, c’è tanto caldo, e l’esame di spagnolo è questo Mercoledì!

    P.S.: Avevo intenzione di mettere delle foto ma... non mi piace come sono venuto!

    June 01

    Io...voglio una vita tranquillalala!!!

    Che vita sregolata ragazzi! Se qualcuno pensava che fossi folle adesso gli do tutte le ragioni! Le giornate tipo di queste ultime settimane sono veramente vuote:

    7.30 è periodo di esami e quindi di preparazione agli esami, la mia sveglia, o alle volte la mia cara amica Rosy, suona a quest’ora. Rincoglionito esco fuori dal letto, con la vista ancora appannata riesco a distinguere il pulsante di accensione della macchina da caffè e mentre si riscalda prendo un integratore multivitaminico e vado a fare pipì, mi lavo il faccino, faccio qualche smorfia allo specchio, noto una nuova imperfezione, metto la crema contorno occhi. Alle volte invece la prima cosa che faccio è appuntare al PC il sogno della notte, se questo è particolarmente strano. Mi rullo una sigaretta, metto il macinato di caffè nell’apposito filtro della macchina che si è già riscaldata, prendo la tazzina, lascio scorrervi il caffè (a volte mi dimentico di spegnere la macchina e il caffè travasa dalla tazzina). Bevo il caffè dopo avervi versato due cucchiaini di zucchero. Fumo una sigaretta, torno al cesso e cago.

    8.30 è passata un’ora sono un po’ più lucido, chiacchiero con Rosy del giorno prima o di vecchi ricordi o di notizie che abbiamo ascoltato o le nostre perplessità sugli studi o sul nostro futuro più in generale. La mattinata segue tentando di studiare e qualcosina riusciamo a fare.

    13.00 ho già fumato almeno 10 sigarette. Non ho fame, il frigo è vuoto, qualcuna delle mie amiche/colleghe probabilmente è a pranzo da me. Se sono con loro andiamo al supermercato e decidiamo che preparare, se sono solo rimando il pranzo di qualche ora. Ieri ho mangiato giusto una piadina con la nutella a pranzo e delle patatine fritte a cena questo perché non ho mai appetito o voglia di cucinare qualcosa.

    15.00 si riprende lo studio e continua così, intervallato da lunghe pause, per altre 2 ore

    17.00 posso connettermi ad Internet! Mi guardo attorno e noto che nella mia stanza è passato l’uragano Cathrina. Mi riprometto di sistemarla il giorno dopo. Apro Windows Live Messenger, clicco per controllare la posta e trovo tanto spam e catene di sant’Antonio, di solito elimino tutto senza neppure leggere il titolo. Quasi contemporaneamente apro Internet Explorer e i seguenti siti che rimarranno aperti per tutto il giorno: gaydar.co.uk, me2.it, badoo.com. Controllo se ho ricevuto nuovi messaggi nei profili, generalmente ce n’è uno in almeno uno dei tre. Visito il sito della facoltà: flingue.unict.it. Vedo se ci stanno avvisi o scarico materiale didattico per prepararmi qualche esame. Nel frattempo mille finestrelle lampeggianti si sono posizionate nella barra d’avvio: sono i miei contatti MSN. Mi mostro in cam a qualcuno, dopo essermi assicurato che i capelli siano spazzolati bene vedendomi in anteprima, se non lo sono corro in bagno e li faccio. Generalmente apro la cam con più contatti… tre-quattro contemporaneamente, così nessuno mi ha in esclusiva. Vado su news.google.it per seguire le principali notizie del giorno, visto che la tv non l’accendo mai. Faccio un salto su youtube.com per accertarmi che esista ancora demenzialità del mondo.

    21.00 i miei intenti di trovare qualcuno con cui scopare non hanno avuto esito decido allora di farmi una sega. Apro cam4.com e vedo le cam degli utenti: scelgo coppie o uomini. Mi faccio una doccia, arriva Cris (ora posso ridirlo dopo diverse settimane che non ci siamo visti), e si esce.

    22.30 passiamo alle scalinate, se c’è qualcuno interessante o che conosciamo ci fermiamo un po’, se no ci dirigiamo verso piazza teatro massimo facendo una sosta all’american bar Palomo e ci prendiamo un drink: solitamente un malibù, cointreau e cola (ieri ho fatto eccezione ed ho preso un 4 bianchi con vodka alla fragola). Facciamo un rapido giro per piazza teatro massimo e poi risaliamo alle scale. Ci fermiamo con qualche conoscente a cui pongo la consueta domanda: c’è qualcuno che puoi presentarmi? Ovviamente non hanno mai nessuno da presentarmi… se sono in vena di ubriacarmi reiteriamo il percorso fatto all’inizio prendiamo un altro drink e torniamo alle scale. Stavolta sono già più simpatico e comincio ad elargire affettuosi abbracci a conoscenti e non. A volte come, ieri sera, due drink non sono abbastanza e quindi c’è anche il terzo! In quel momento divento incontrollabile, appena non riesco a fonare correttamente capisco che fra qualche ora vomiterò pure l’anima. Mi basta poco per ubriacarmi visto che spesso sono a digiuno.

    02.00 è ora di tornare a casa. Faccio strada, controllo al PC se qualcuno mi ha contattato, trovo come sempre le mille finestrelle lampeggianti di MSN con i soliti messaggi: “zoccola dove sei?” “perché non risp..?”

    03.00 vado finalmente a letto!

    Conclusione: dormo mediamente 4 ore e mezzo, salto pranzo o cena, o entrambi, peso 44kg, sto diventando bulimico, sono apatico, ho rapporti di sesso occasionale almeno una volta a settimana, autoerotismo quasi tutti i giorni, non reggo più l’alcol come un tempo, ho troppi contatti MSN, molti mi credono una zoccola, ho pochi ma buonissimi amici, lo studio procede stentatamente, mi distraggo facilmente, non penso molto al giorno dopo, il mio cellulare squilla poco, spendo forse 15 minuti della mia giornata con il cellulare, adoro uscire, i miei sogni sono strani, fumo troppo, non sono ansioso, ogni tanto ho attacchi di panico, mi fido poco della gente, sono superbo ed arrogante, penso che il mondo vada in rovina, mi considero un agnostico razionalista, non ho mai vissuto personalmente manifestazioni del paranormale, mi piace uno con cui ho scopato, non credo nei rapporti di coppia, vorrei avere un figlio da una puttana nigeriana che si faccia impiantare nel suo utero un ovulo fecondato da qualcuno dei miei spermatozoi, sono moralmente corrotto, la fedeltà non fa parte della mia scala di valori, ogni tanto vado al cinema, preferisco i film commerciali almeno posso commentarli più facilmente, non faccio mai incubi, ho troppe fobie, non mangio il pomodoro, sono allergico al pesce, prendo gli integratori alimentari credendo di poterli rimpiazzare ad una dieta sana, forse non sono mai stato innamorato, penso di morire giovane, la morte mi affascina, adoro the sims2 ho un avatar che mi assomiglia, vorrei essere ricco, vorrei vestire griffato, faccio l’alternativo per circostanze esterne, non sono mai stato comunista, odio i comunisti, non andrò al gay pride di Catania, adoro Catania, ci sono troppi candidati alle prossime amministrative, odio la politica, sono apolitico astensionista, questa estate penso di andare a Madrid, amo la Spagna, sento il mio cervello abbandonarmi, tuttavia ho un QI più alto della media nazionale, inferiore comunque della media cinese, odio il made in china, mi faccio tante pippe mentali…………………………………….

    May 16

    Agli amici

    Nel ronzio dell’alta frequenza che percorreva la strada per casa sentivo corrermi quella tensione angosciosa in corpo. Tanto tempo fa mi ero promesso che nulla mi avrebbe fatto soffrire e ogni cosa che mi fosse accaduta avrebbe temprato maggiormente questo gracile corpo e dato sostanza alla mia mente. Mi sono sempre ripetuto di piacermi, difettoso per come sono, so che ho costruito un prode guerriero e che non posso che divenire sempre più forte. Evoco questi termini e li piazzo in ossimori che fanno di me una contraddizione vivente. Questa metodica rivelazione è che sono una stupida ordinata confusione.

    È quel bimbo capriccioso, l’eterno insoddisfatto che vive dentro di me, capace costui di mettere in dubbio ogni cosa e di rendere plausibile l’assurdo. In tutto questo andirivieni di maschere su questa tragicommedia che è la mia vita, qualcuna è ancora in scena, al mio fianco e si fa protagonista della macchina teatrale che si ostina a dar spettacolo e lezione. Queste maschere che resistono ancora al fato, alla mia negletta fede, alla nefasta ira dello show sono i miei amici che poco a poco danno testimonianza della loro stima con piccoli gesti, che magari non si notano nell’immediato ma che mi fanno sentire protetto e sicuro di non essere mai abbandonato alle sorti di una pièce senza sceneggiatore. Cristian, Enrico, Rosy ed Agata.

    Penso di non aver mai concesso facilmente dei grazie sentiti e mi sento così piccolo di fronte alla beatitudine che mi convengono i miei amici che qualsiasi grazie risulterebbe misero di quelle sensazioni che l’inespresso può celare. E quindi preferisco congedarmi per adesso con questo breve intervento così melenso promettendo, con tono minaccioso, di tornare l’amico che conoscete da sempre e che non avete tuttavia disdegnato: cinico, burbero, presuntuoso, smemorato, saccente ma che non azzarda mai consigli, che ogni tanto fa lo scemotto e vi fa ridere, che sa prendersi con autoironia senza mancare di serietà, che vi carica del peso del sue confessioni, che vorrebbe darvi di più…

    Stanotte brindo ancora, se non altro grazie a voi.

    May 12

    Il tempo

    Mi interrogo di continuo su quello che mi accade, mi chiedo se sia puro fato o se c’è qualcosa di provvidenziale. Non lascio spazio a dogmi e non mi restano che dubbi, cumuli farraginosi di domande e cedo a questo tempo l’ardua impresa di investigare e trovare risposte. Le lancette dell’orologio continuano a muoversi, incitate e impazienti del prossimo secondo e sarebbe inutile distinguere come faceva Proust il tempo fisico da quello interiore. Egli diceva che il tempo è elastico perché dilatato dalla passione. Ma scorre tutto, sempre più rapido. Vivo tutto, sempre più rapido.

    Per qualche tempo i miei palpiti si sono fatti rapidi ed hanno sconfitto quelle lancette, mi hanno accordato una tregua a questa mia indole irrequieta e mi sono sentito in pace con il mondo. Per qualche tempo sono stato innamorato ed ho mandato a fanculo il mondo intero. Tic… tic… ho ripreso a sentire il brusio intermittente dei meccanismi dell’orologio, mi sono risvegliato ed era ieri: un giorno nuvoloso. E mentre ero assorto dal battito incalzante del mio cuore lì fuori stavano cambiando tante cose. Sentire martellare quest’organo è un’esperienza magniloquente ma poi la frequenza torna quella di sempre, ossigeno la mente e comprendo finalmente quanto sia fugace il tempo e qual è il prezzo da pagare per trascorrerlo con qualcuno che ami. È carissimo il tempo!

    In questa breve e piacevole tregua concessami dalle lancette ho imparato che posso essere ancora amato, che posso sentire cori celesti senza stare in paradiso, che le mie ghiandole lacrimali funzionano ancora, ma ho avuto conferma che nulla si asciuga così presto come le gocce di pianto. Ho imparato anche che l’entusiasmo non è altro che ubriachezza morale e chi vive sobriamente, vive lungamente e come l'eccesso del vino diviene ubriachezza quello di gioia diviene tristezza. E adesso una nave in deriva e gli scogli che il navigante non vede, sono i più pericolosi. E continuando con l’acume intellettualoide e citazioni d’autore ho imparato che l'amore concede le sue gioie supreme soltanto a chi è pronto ai supremi cimenti.

    “Why was there nothing it refused? No misery, no regret, no hateful picture too rotten to accept? Like a greedy child it snatched up everything. Just once, could it say, No thank you? I just ate and can't hold another bite? . . . But my greedy brain says, Oh thanks, I'd love more . . . my brain would go right ahead and take it and never say, No thank you. I don't want to know or have to remember that. I have other things to do: worry, for example, about tomorrow, about Denver, about Beloved, about age and sickness not to speak of love. But her brain was not interested in the future. Loaded with the past and hungry for more, it left her no room to imagine, let alone plan for, the next day.” (Beloved, Toni Morris)

    Non mi resta che dispensare un timido ed imbarazzante “grazie” e congedarmi ancora dal mio navigante.

    May 11

    Al quinto piano

    Ad una persona speciale :)

    Al quinto piano, non spirava un soffio di vento,
       un anno fa, forse non c’erano tanti banchi di nubi,
       il sole assopito dalla primavera illividiva quelle mura,
       e ogni stanza, ogni letto, stesso colore: bianco.

    Un anno fa, al quinto piano, nel vocio del silenzio,
       discernevi solo quel nome,
       e mentre le loro ombre si allungavano,
       soffocavi il pianto, stringevi i denti e non ti guardavi più attorno.

    Al quinto piano, quel giorno, un sorriso è morto,
       le palpebre pesanti e la gola stretta,
       non avevi altri dubbi e non chiedevi perché,
       ma minacciavi il mondo di esserci ancora.

    Al quinto piano, il cielo si intorpidiva del nero della notte,
       ma i neon abbaglianti non davano riposo,
       e nella tua mente, adesso cosciente,
       urlavi che nulla sarebbe cambiato.

    Sei tornato tra le strade, tra la gente,
       sospettoso di ogni sguardo,
       li fissi, di volta in volta, li scruti maliziosamente
       e non domandi loro nulla.

    In un altro quinto piano ci siamo svestiti,
       compenetrati, strozzati con la stessa corda,
       e poi abbracciati e legati da mutue speranze,
       nulla pare possa più farci soffrire.

    A questo quinto piano, voglio tornare,
       voglio trovarti, voglio volerti,
       voglio la tua pelle, voglio il tuo sangue,
       voglio il tuo sorriso cambiare.

    Al quinto piano, un anno fa, credevi morirci,
       ma non ti saresti lasciato vincere,
       con sguardo di sussiego, adesso,
       monti un piccolo sorriso e ti senti grande.

    Ad un anno, in nuovo quinto piano,
       senti il brivido correrti la schiena,
       senti il vitale desiderio brandirti,
       senti il capo più leggero.

    Al quinto piano, è per noi festa.

    May 02

    Lasciarsi andare

    Rilucono alla partenza di quel treno, che sosta - ancora agitato - per pochi attimi in una piccola stazione gremita di gente, gli occhi tremuli e fiduciosi di un giovane amante dal volto efebico ammaliato dalla sua ninfa che sedotta siede in carrozza ricambiando l’elegiaco sguardo con un sorriso intriso di melanconia e di arcane paure. E quegli attimi prossimi al fischio fanno tremare le gambe, irrigidire i muscoli del viso e afflosciare le braccia che con fatica si levano in alto ad accennare un saluto. E lascerà quella stazione, affamato, pauperizzato, eccitato, attendendo il ritorno della sua crisalide.

    E mentre il treno ripartiva ripensavo al mio giovane amante, ai nostri sguardi profondi, intimi, impauriti, illusi, alla sensazione delle sue mani nude che poggiano gentilmente sul mio viso, scivolandovi attorno, ricalcando i naturali contorni del mio volto svigorito dalle mille passioni passate. Lustrano e piallano gli zigomi farinosi, induriti dalle false euforie e da aspre espressioni di gioie mai vissute. Torno tardo di fronte alle sorprese: l’inatteso dono, pregiato, blasonato, lavorato ad arte, non può che apparirmi che copia di un’accurata matrice romanzesca. Certe cose si pensa che non si possano vivere, che stiano da qualche parte, nell’acuta immaginazione di qualche stupido scribacchino, nel cuore delle adolescenti scalpitante di illusorie novelle ma è d’improvviso che tutto pare ancor più assurdo della pura finzione dialettica, perché non sta nelle parole, né nei gesti questo spaventoso sentimento. Una morsa feroce ti trattiene, è il suo dolce abbraccio quello che cerco ad ogni sconforto. Che brivido! Ogni suo bacio, solo i suoi baci… il mio corpo si fa brandelli, la mia mente si svuota ed è ancora caos. Fa paura sentirsi posseduti, è atterrente la sensazione di concedersi senza compromessi all’amore. Sembra che non abbia mai provato qualcosa di eguale, piacevolmente striante, piccoli solchi si fanno strada e vi scorre qualcosa di dolciastro.

    Vorrei poter spiegare anche minima parte di quel che sento ma è difficilmente comprensibile persino a me. Posso annunciarla come sensazione di calore, gratificante, satollante. Mi sento così dolcemente confuso che sarei in grado di inficiare ogni ordine. Sarò in grado di amare? Sarò capace di fidarmi? Accetterò questo disordine?

    Dai finestrini di quel treno, giunto ormai a destinazione, ricerco nella folla quello sguardo, l’unico in cui ritrovi parte di me, il solo dell’uomo capace di sbalordirmi e travolgermi con la sua determinazione, alla quale io non posso che lasciarmi andare. Strabilia come abbia narcotizzato per tutto questo tempo dei sentimenti così singolari per la sola paura folle di soffrire. E mi chiedo che ne resterebbe senza scommessa. Grazie a te adesso ho un treno in corsa da non perdere!

    April 19

    Il sospiro del vagante

    E vado dritto e vado avanti
      tra sentieri di pensieri
      in vicoli senza marciapiedi
      dove qualcosa è…
      un po' più di me.

    E vorrei fiero ruggire
      alla luce del mattino
      forte come un leone
      senza questa codardia
      dire ancora: "c'è!"

    E nel buio distinguere
      tra la fosca apparenza
      quello sguardo moro
      che mi dica senza timore:
      "è così, davvero!"

    E nell'attesa di quel treno
      desiderare questo ritorno
      più di ogni cosa al mondo
      godere un altro secondo
      della benedizione di Giunone.

    E sentirmi ancora piccino
      nell'amnio di una madre
      protetto e protettore
      detentore di questo amore
      innocente, urlare: "è vero!"

     

    Quello che mi sta accadendo è sensazionalmente nuovo, tanto da risultarmi difficile crederci. Io cinico, arrogante, burbero, amante congedato mi capita di rado sentirmi così: speranzoso ed impaurito, felice ma agitato, ed è meraviglioso tornare a "sentire". Ho passato dei giorni stupendi, quanto di più mi ci voleva per tornare piacevolmente fresco, per far brillare questi occhietti e lasciarmi andare, senza farmi travolgere bensì cullare, da questa ondata di gioia e dolcezza. Sono fremente e mi sento veramente tranquillo e non è quella serenità colta in vitreo che guardo dall'esterno e con fare da analista esamino e la mantengo sempre tale. È una nuova luce, radiosa e raggiante, che non ammette mezzetinte e colora tutto con vivacità, è la bellezza di quelle che non senti mere o effimere, di quelle bellezze che fanno paura ma che non ti fanno sentire blasfemo nel dire "Cazzo! Sto in paradiso!" e non avverti più tanta dicotomia tra bene e male. Sono fiducioso e paziente, contento e cosciente, desideroso senza ingordigia. Sto bene!
    Non so a chi devo questo meraviglioso dono e non so neppure se lo merito veramente, ciò che è certo è questo GRAZIE!
    Vagante e vagabondo, senza stella né orizzonte, finalmente una sosta e un sospiro, nell'andirivieni del caotico, forse adesso posso un rifugio e un sorriso.

    April 14

    Una zoccola melanconica.

    È questo il mio sguardo in quelle vecchie foto che ogni tanto per nostalgia o per semplice noia, rispolvero, rivedo e contemplo. Quello sguardo non è poi tanto cambiato: è solo più freddo, più spento magari più furbo. Me lo chiedono spesso: se potessi tornare indietro cambieresti qualcosa? Non lo so; credo di no. Non sarei io, ed io mi piaccio. Mi piaccio così sbagliato come sono, mi piaccio per tutte quelle cose di cui col tempo - meticolosamente e parsimoniosamente - ho fatto tesoro, acquisendo quella serenità, bulicante e sempre in bilico, che solo il tempo e l’esperienza può dare. Ma sono stanco della routine e col tempo tutto diventa routine. È stato il continuo sfidarmi o forse la perenne voglia di stare al centro dell’universo per soddisfare quell’infinito ego assiduamente ferito a portarmi qui, a guardarmi ancora e non vederci più un passato, esaltando il presente e le rinascite. Mi sono fatto fenice e sono tornato al mondo, incauto forse più di prima. E adesso non mi restano che stringhe lunghissime riempite di forse e chissà, un domani ancor più incerto e un presente che regala generosamente qualche vana contentezza, continuo a far tesoro, incasso ogni duro colpo e di anno in anno questa personale tesoreria è sempre più ricca ma anche più vuota. Il celeste e il viola ormai hanno stinto quella vecchia immagine, quel corpo offuscato dalla fuliggine digitale, trangugiato dalla sua stessa aura radiale, et voilà… Marcus est tout pour toi! Recitava goffamente senza parafrasare un manifesto desiderio di cazzo. Quella zoccola melanconica, guarda ancora, scrutando tra le mani degli altri, indugiando quando le labbra si avvicinano, recedendo al peccato, vuole resistere al richiamo virile ma come una cagna rabbiosa, rode e divora senza governo. Spero di poter amare e non solo ingoiare…

    April 13

    Come dar di senno!

    Due screenshots alquanto eloquenti che spiegano la ragione della mia follia (e del perché sono lento a rispondervi)! 

    barra

    impossibile

    Di conseguenza! Non trillateeeeeeee quando non rispondo!

    April 06

    Chi votare? L'eterno dilemma! La Sinistra Alercchino.

    Azzo! Avevo intenzione di scrivere qualcosa di serio sulla politica e le elezioni ma ecco che mi s’impalla tutta! Ma non demordo! Ci ritento! Stavo facendo un breve excursus sui ben 16 candidati alle presidenziali e sulla mia crisi perché non riesco a pensare neppure una ragione perché scegliere uno piuttosto che un altro. La campagna elettorale di quest’anno è ancora più aggressiva e pesante di quella di due anni fa e ritrovi banner e slogan propagandistici anche in rete, con réclame delle volte rabbrividevoli e capisci allora che è meglio astenersi o annullare la scheda, cosa che con molta probabilità farò! Troppa pubblicità, come se la politica fosse un prodotto di consumo, ed ecco che quando decidi di fare seriamente una scelta perché qualcuno ti ricorda che è un tuo diritto, vedi che la cosa non può che metterti altra confusione! Ma non mi basta dichiararmi astensionista o apolitico per far avvalere la mia posizione sulla politica italiana perciò vediamo di conoscere i 16 candidati:

    Partiamo dalla sinistra

    clip_image002[10]Fabiana Stefanoni sostenuta dal Partito di Alternativa Comunista (PdAC). L’homepage del sito del partito è scarna, con il rosso stigmatizzato in ogni parte della pagina, una vignetta di satira politica e degli slogan che richiamano i movimenti studenteschi, significativa: “¡Qué se vayan todos!” (Che se ne vadano tutti!) Mi chiedo perché non facciano loro il primo passo. Della Stefanoni non so nulla e benché abbia fatto ricerche sul suo nome non si trova nessuna biografia personale significativa e l’unica cosa che pongono in risalto è la sua situazione professionale di insegnante precaria. Rimarrò nel dubbio e sognerò la Stefanoni con il ritratto di un giovane Lenin alle sue spalle.

    clip_image004[10]Marco Ferrando si propone invece come leader del Partito Comunista dei Lavori (PCL). Non conosco il programma né trovo informazioni a riguardo sul classico sitarello dai contorni rossi.

     

    clip_image006[10]Flavia D’Angeli viene candidata come portavoce degli ideali della Sinistra Critica. Viene all’occhio citazioni della stessa anticlericali e femministi: “Il papa nemico di donna e omosessuali”. Lo slogan elettorale è: “perché no?”. Avrei buoni motivi. Intanto il look della D’Angeli da lesbica scaricatrice di porto non ce lo vedo proprio al Governo e poi basta con le femministe reduci dell’68 e dei movimenti studenteschi. Le streghe sono ri-tornate? Clicco per conoscere la D’Angeli, mi colpisce l’età: 34 anni. Ok che la politica ha bisogno di nuove facce, ma te bimba mia sei troppo giovane… e che leggo poi? Antiglobal? Ma che fa scherziamo? Anticapitalista? E de che vuoi campare?

    clip_image008[10]Fausto Bertinotti è scelto invece dalla strana coalizione la Sinistra – L’arcobaleno. Almeno dopo una sfilza di sconosciuti ritroviamo l’attempato caro compagno. Il sito è carino, divertente, giovane, all’avanguardia e pieno di gadget da inserire a loro volta nei nostri siti. Non mancano i contenuti provocativi ormai tipici dei comunisti italiani che a modo loro si fanno portavoce di messaggi salvifici promettendo una redenzione dall’inferno. “Fai una scelta di parte” , “libera scelta? O Diritti all’inferno?”. Il Programma è amplio e ne ha veramente per tutti, il problema è che lo trovo utopico, d'altronde lo stesso termine fa parte del campo semantico comunista. Beh! Caro Bertinotti ti faccio i miei auguri.

    clip_image010[10]Stefano Montanari si propone a capo di una lista nazionale sconosciuta Per il Bene Comune. Mi diverte pensare quanto si possa essere sfacciati. Un altro della lunga trafila di pensiero: “Tentar non nuoce?” Non so se rimarrà nei ricordi di qualcuno sto tizio. Colpiscono i simpatici slogan: “Mandiamo i partiti a quel paese!” “Non le solite facce” “Facciamo girare le pale”.

    clip_image012[10]Luigi Ferrante si identifica invece negli ideali di un altro sconosciuto partito Il Loto. Contro la propaganda dei mass media sostiene l’idea del passaparola, si presenta come espressione politica armonica dei valori fondamentali umani: verità, rettitudine, pace, amore, non violenza. Insomma gli hippie dei nostri tempi?

     

    clip_image014[10]Renzo Rabellino candidato dalla Lista dei Grilli Parlanti. Ce resiamo? Mi rifiuto di commentare! Che so apocalittici!!! I testimoni di Geova della politica.

     

    clip_image016[10]Enrico Boselli sostenuto dal Partito Socialista. O diamine! Ho visto un banner scandaloso sul me2.it che si riferiva al sito del partito Socialista. Nell’immagine Cristo di spalle con la scritta che allude che fu il primo socialista. E menomale che si dichiarano laici.

     

    clip_image018[10]Bruno De Vita sostenuto dall’Unione Democratica per i Consumatori. Conosco poco questo partito anche perché è nato, come tanti altri, solo l’anno scorso. Lo slogan: “Ora basta!”. Basta lo dico mo’ io, ‘sta sinistra Arlecchino non finisce più!

     

    clip_image020[10]Walter Veltroni è invece candidato del Partito Democratico (PD). Forse l’unico vero candidato dalla Sinistra del quale si conosce un po’ di più e vero oppositore di Berlusconi. Lo slogan scelto è “Si può fare”. Tuttavia non mi piace né il candidato e con una sinistra del genere anche il programma risulterebbe non fattibile. Lamento di questo programma la mancanza di una posizione forte sui temi GLBT e sulla laicità dello stato.

     

    La Sinistra mi ha veramente stressando. Per fare un po’ di luce su chi avrei potuto votare e scrivere questo breve intervento ho perso più di 2 ore. In conclusione penso che non voterò nessuno della Sinistra e domani studierò un po’ i candidati di Destra, ma non credo siano messi meglio!

    March 04

    Senza

    Ehi, ma cos'è questa? N'altra poesia?! Oh my God! Allora è vero, Marcus è entrato in paranoia se si dedica così tanto all'autocommisserasione celata dietro parole in rima.

    E sì! Siamo in presenza di un caso di reo confessa e mi tocca ammetterlo sono in vena di poesia! Devo cogliere l'ispirazione, mica viene a bacchetta! Dedico a tutte le persone che mi stanno vicine l'ennessimo sfogo autoesortativo e spero che vi piaccia altrimenti infrangerete il mio sogno e la mia carriera come scribacchino finirebbe qui. E questo sarebbe grave visto che ho in programma di scrivere il bestseller di tutti i tempi, ovvero la mia personale biografia! :D

    Senza

    Ti confido l’intima paura di chi
    al buio non chiude più gli occhi
    per quell’affanno, suo interno,
    gelido più di ogni inverno
    e fa più freddo ogni giorno
    e non ci si guarda più intorno
    per il timore di ogni altrui conto
    e zitto, zitto serba il suo racconto
    aspettando quel sereno ritorno
    del più dolce pio buongiorno.
    Ma sa che non è più un momento
    questo intenso fremito sonnolento
    e tenta ancora l’amaro vagheggiare
    con fiumi di suppliche verso il mare.

    È poesia senza mani,
    è luce senza domani,
    è canto senza voce,
    è rivo senza foce.

    Ho paura, candido amico mio,
    non lasciarmi senza un addio.
    Di lacrime ne ho già versate
    e poche gioie mi sono restate.
    Corriamo ora rapidi lontani
    prima che il tempo mi dilani,
    con l’indolente passione
    dell’amore senza cessione,
    corriamo verso posti mai visti
    e mai più sguardi scuri e tristi.
    E che il silenzio estorca il dolore
    da questo corpo che calmo muore
    e che la linfa ridia l’innato colore
    a questo volto di informe pallore.

    March 02

    Sin destino.

    Come trascorre un'anima sensibile come la mia le proprie domeniche, se non studiando? Qualcuno metterà subito in dubbio la mia sensibilità, beh, eppure quando mi sento giù, o eccitato, o semplicemente annoiato faccio quanto più al mondo mi piace, ovvero scrivo e così tengo il punto della mia vita. Benché oggi sia una domenica di Marzo, sento l'estate già dentro e chissà perché quella stagione mi ricorda momenti non sempre belli. Un tenue venticello fa muovere ritimamente le tende e scandisce così il tempo dei ricordi. Ho ripreso dei miei vecchi scritti, dell'estate del 2002, li ho letti, li ho risentiti e ho voluto che non rimanessero archiviati tra i file della cartella "Some parts of my life" in bella vista sul mio desktop. Così, ho preso il testo di uno dei miei vecchi componimenti che più mi piaceva e giunto alla mia passione per le lingue l'ho tradotta in spagnolo.

    Il risultato è forte: una metrica più accurata, rime e assonanze meglio piazzate e sensazioni quasi palpabili. Sensazioni che sembravano essere rimaste tacciute nei miei diari, ma invece ritornano sempre, puntuali come un orlogio svizzero, nell'ora delle difficoltà.

    Sin destino

    Una cálida cosecha veraniega
    trae triste armonía que llega
    a esta calma vida de montaña
    tras su peña los días acompaña.

    Oscuridad en mi pensamiento
    y con tormento afina mi sentimiento
    lo que ni el tiempo olvida en ningún tiempo.

    Figuras sobrias y abstractas
    asumen las formas más insensatas
    retorciéndose delante de mí,
    quizás estén en busca de mí.

    Mis recelos toman sabiduría:
    inalcanzable y codiciada la felicidad,
    lejana y precaria es su vía,
    infactible y enemiga esta verdad.

    Un deslumbramiento en lejanía.
    Qué sea la fin, por casualidad,
    o quizás una estrella… mi guía.
    Quizás una rendija de felicidad
    que ya sé pronto desaparecerá.

    No hay ningún destino.

    Senza Meta (Versione Originale, 5 Agosto 2002)

    Una calda giornata estiva.
    Triste armonia quotidiana
    serena vita di montagna
    accompagnano il mio lungo sentiero.

    Buio nel mio pensiero.
    La mia mente mette a punto
    ciò che il tempo non dimentica.

    Figure cupe ed astratte
    assumono le forme più insensate
    contorcendosi dinanzi me
    forse cercano di me.

    Le mie paure prendon vita.
    Lontana ed effimera è la meta,
    irraggiungibile ed ambita le felicità,
    infattibile e nemica la verità.

    Un abbaglio in lontananza.
    Forse è la fine... forse la partenza,
    o forse una stella... la mia cometa
    non era la direzione corretta,
    forse uno spiraglio di felicità
    che presto so svanirà.

    Marcus Hill

    5 Agosto 2002

    February 06

    Dal Venerdì al Mercoledì

    Ooooooh quanto tempo senza il mio caro blog! Troppo! Mi manca il mio consueto sfogo, l’immortalare qui momenti della mia vita, stati d’animo, eventi quotidiani, eventi del mondo, ma finalmente trovo uno spazietto di questo preziosissimo tempo da dedicare alla resa dei conti, alla riflessione, al semplice scarico! Bla bla bla... credo che tutte 'ste cose le abbia dette già in altri post...

    Questa settimana per me ha avuto inizio Venerdì mattina (ormai il Venerdì è un po’ la mia Domenica, il giorno in cui, piova, grandina o nevica, si DEVE uscire!) che è collimato con un importante successo: ho dovuto affrontare a denti strettissimi la mia immisurabile fobia. Inizia una di quelle giornate in cui non si ha voglia di far nulla, la preparazione all’esame di Storia Moderna andava a farsi fottere perché con la sola fifa delle analisi avevo praticamente rimosso ogni altro pensiero, ma la sera, nonostante il braccio monco, è il momento di bere fino a procurarsi quella giusta euforia che serve nella vita per prendere tutto con uno spirito leggero. Si scherza fra amici, o forse si fa sul serio, tant’è che ad un punto un vecchio conoscente propone a me a Cris (il mio fedele compagno di disavventure) di “giocare” in tre. Eh! Ora la mia risposta è quasi scontata! Ma Cris non voleva… e raggiunta ormai una fasi di stasi sessuale ho pensato che non avrei trovato eccitante un classico amplesso a due! Perciò non se ne fa nulla. Distrutti si rientra a casa, ma il Sabato è già pronto per accogliere i festeggiamenti agatini. Le strade della città affollatissime, ridivieni di persone, una passeggiata con quegli amici della sera prima e poi un’uscita etero, come l’avrei etichettata spregevolmente fino a qualche tempo fa.

    Invece, proprio per la compagnia di eterosessuali, è stata molto rilassante e piacevole: dagli etero non devi aspettarti doppi sensi, niente punzecchiamenti, niente contenuti subliminali in discorsi ordinari, niente dover stare sulle difese, insomma non devi fare lo stesso sforzo mentale per comprenderli che con i gay e non devi mantenere la coroncina da First Lady. Chiacchiere distensive, ancora alcol e qualche canna. Già, forse l’unica fatica è stata doversi procurare la materia prima e l’arduo compito è toccato proprio a me che sono fuori da certi giri, ma ci sono sempre delle prime volte! Tornato a casa cado subito in un sonno profondo e quella notte la mia fantasia faceva voli pindarici sconfinati. Ho sognato, tra le tante cose, che io ed una delle mie colleghe dovevamo fare una specie di stage all’estero presso delle famiglie. Dovevamo scegliere tra due famiglie: una americana e una inglese, passiamo per quella americana, è la famiglia di Obahama, il candidato alle presidenziali, lui gentilissimo ma la moglie nel sogno mi stava troppo sui coglioni, così decidiamo di scegliere la famiglia inglese ma lì finiamo per aggrupparci ad altri italiani e fra questi ci deve essere stato qualche ragazzo che mi attizzava parecchio, perché sentivo l’ansia del veder arrivare qualcuno in particolare che durante il sogno non arriva mai…

    Torniamo alla realtà, Domenica non riusciamo a vedere lo spettacolo pirotecnico del 3 sera. Lunedì non ricordo che ho fatto ma ho camminato molto, ah ed ho preparato il tiramisù che ci siamo scolati in poche ore, e ieri sono entrato in mezzo alla confusione della parte centrale della festa alla patrona catanese, abbiamo atteso i fuochi , una lunghissima attesa che ne è valsa veramente la pena! E infine eccomi qua!

    In tutto questo: è caduto il governo Prodi, Napolitano ha sciolto le camere, studi scientifici inglesi mostrano come sia possibile riprodurre lo sperma maschile dalle cellule staminali estratte dal midollo osseo femminile, in Inghilterra, sempre per quell’impeccabile political correct, è ora vietato agli insegnanti citare il binomio mamma e papà a scuola, Alì e papà Filippo sono usciti dal GF8 ed è entrata quella commediante di Benedetta, moglie del bel brasiliano, ho i polpacci ipertrofici e non ho ancora studiato un cazzo!!!

    January 17

    Mi batterò fino alla morte perché tu possa dire il contrario di quel che io pensi

    Al centro delle prime pagine di questi giorni è ancora la rinuncia del papa alla visita all’università La Sapienza di Roma. Se ne è discusso così tanto, tra polemiche e sbraiti inferociti, che un evento che in me all’inizio non aveva suscitato altro che compiacimento adesso invece, per le posizioni prese dalla nostra classe politica, mi provoca sgomento.

    La storia la conosciamo tutti: oggi papa Ratzinger doveva far visita, su invito del Magnifico Rettore, l’università più antica d’Italia, e fare uno dei suoi monologhi di retorica demagogica agli studenti per inaugurare il nuovo anno accademico. Risulta chiara la strada intrapresa allora da un gruppo di professori e studenti contro la questa visita. Ancora una volta in campo lo scontro secolare tra i dogmi di una Chiesa, oscurantista, gerarchica, rigidamente ortodossa, unica depositaria della verità assoluta, e la Scienza, indagatrice, progressista, da sempre sottoposta al giudizio e ai paletti imposti dall’etica morale costruita in gran parte per merito della Chiesa.

    Al soprasedere discreto e apprezzabile del papa hanno fatto eco le urla dei nostri politici: è questo, che di un fatto così plebeo se n’è fatto dello straordinario scandalo. Se da un lato si rievoca la famosa abiura di Galileo in difesa ai principi della Scienza, dall’altro si ribadisce che la stessa La Sapienza fu costruita per volontà di un papa, che Roma è la culla della Chiesa e il papa si trova a “casa sua” (se solo casa sua non avesse come coinquilini migliaia di persone che non la pensino come lui), che al papa non si può togliere voce, che è una vergogna e un’umiliazione per l’Italia, etc… voci, che da destra a sinistra, ad unisono rimbombano nei TG.

    Tutti hanno fatto proprie le parole di uno dei laici per eccezione Voltaire: “mi batterò fino alla morte perché tu possa dire il contrario di quel che penso”

    Bene, allora il problema non è tanto il papa, che per quanto possa dire ha poco potere sul libero arbitrio dei singoli, è la sua professione, in quanto monarca e custode della parola di Dio, proferire ciò che per la Chiesa è buono e quello che no, poi sta alle nostre coscienze il potere arbitrale di seguire o meno le indicazioni ecclesiastiche. Togliere la parola a chicchessia è un atteggiamento arrogante e disdicevole, manifestare contro chi tenta di influenzare in modo significante l’opinione pubblica ma soprattutto la classe politica è legittimo, dimenticarsi che la Repubblica Italiana è per costituzione uno Stato laico è alquanto grave.

    In conclusione vorrei che i politici invece di spettegolare, perché di questo si tratta trovo che si stia a fare solo salotto in parlamento, facessero efficacemente fronte, senza ostacolarsi a vicenda opposizione e maggioranza, partiti estremisti e centristi, all’arretratezza del nostro Paese, al ristagno economico, alla pesante inflazione, all’elevato debito pubblico, al problema rifiuti, alle pari dignità, e se continuassi mi si consumerebbero i polpastrelli delle dita. Quel che con i miei occhi, forse avendo sempre avuto il desiderio di vivere altrove quindi sentendomi un po’ fuori da tutto questo arrabattato “sistema Italia”, vedo una classe politica passata, scaduta e scadente, che si arrampica sugli specchi, pronta a fare scarica barile, a puntare il dito contro la parte opposta, incapace di affrontare con serietà i problemi dell’Italia di oggi, mentre si sta a discutere e a spartire colpe sui passati governi. Nei giornali stranieri noto che il Belpaese è spesso fra le pagine, è il Paese del ridicolo, dei politici-pagliacci, dove le trans vanno in parlamento (nulla da togliere a Luxuria, è un personaggio formidabile ma ha fatto sentire la sua voce solo quando si è resa conto che a Montecitorio non avevano provveduto per una toilette per trans, forse sarebbe stato meglio se avesse continuato con i varietà) e i froci non si possono neppure pacsare (in Francia pacser è diventato un verbo piuttosto abituale, perciò lo uso nella diretta traslazione all’italiano, speranzoso di poterlo dire in futuro. Ve lo immaginate? Sei single? No, sono pacsato), della ragazzina che si scopa un’intera squadra di calcio ne rimane incinta e chiede che gli 11 giocatori si sottopongano al test di paternità, il cattivo esempio da evitare, continuamente multato dalla Commissione Europea per protezionismo. Se c’è qualcosa di cui mi vergogno non è tanto che si metta a tacere il papa, che poi alla fine nessuno l’ha costretto a rinunciare alla visita e le manifestazioni di fatto sono state pacate, ma la nostra classe politica che parla a sproposito, che impugna e difende qualsiasi parola del papa, in nome di un rispettabile cattolicesimo che detta insegnamenti, a loro avviso, sani, che crea continue deroghe ai dibattiti cruciali, che litigano per accaparrarsi la ragione e mi parlano di intolleranza quando qualcuno dice la sua contro il papa? E torniamo indietro quando si parla di moratoria alla legge sull’aborto, quando si discute ancora se sulle leggi antidiscriminazione vada inclusa l’omofobia, sul senso di famiglia classica mentre giornalmente si consumano tragedie familiari su tutto il territorio, quando sul filo della psicosi statunitense se adesso io scrivo BOMBA posso essere intercettato come possibile terrorista (altri dati sconcertanti arrivano dalla ricerca sulla garanzia della privacy dei cittadini e l’Italia in questo è ultima della classica degli stati europei).

    Credo abbiano messo in scena un fantastico dramma, ma lo spettacolo dopo un po’ inizia a stancare, chi penserà a farli scendere dal palco?

    Scusate lo sfogo ma l’ho sentito quasi doveroso perché, benché sottolinei sempre la mia astensione alla politica, trovo esasperante per tutti noi la situazione dell’Italia.