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June 01 Io...voglio una vita tranquillalala!!!Che vita sregolata ragazzi! Se qualcuno pensava che fossi folle adesso gli do tutte le ragioni! Le giornate tipo di queste ultime settimane sono veramente vuote: 7.30 è periodo di esami e quindi di preparazione agli esami, la mia sveglia, o alle volte la mia cara amica Rosy, suona a quest’ora. Rincoglionito esco fuori dal letto, con la vista ancora appannata riesco a distinguere il pulsante di accensione della macchina da caffè e mentre si riscalda prendo un integratore multivitaminico e vado a fare pipì, mi lavo il faccino, faccio qualche smorfia allo specchio, noto una nuova imperfezione, metto la crema contorno occhi. Alle volte invece la prima cosa che faccio è appuntare al PC il sogno della notte, se questo è particolarmente strano. Mi rullo una sigaretta, metto il macinato di caffè nell’apposito filtro della macchina che si è già riscaldata, prendo la tazzina, lascio scorrervi il caffè (a volte mi dimentico di spegnere la macchina e il caffè travasa dalla tazzina). Bevo il caffè dopo avervi versato due cucchiaini di zucchero. Fumo una sigaretta, torno al cesso e cago. 8.30 è passata un’ora sono un po’ più lucido, chiacchiero con Rosy del giorno prima o di vecchi ricordi o di notizie che abbiamo ascoltato o le nostre perplessità sugli studi o sul nostro futuro più in generale. La mattinata segue tentando di studiare e qualcosina riusciamo a fare. 13.00 ho già fumato almeno 10 sigarette. Non ho fame, il frigo è vuoto, qualcuna delle mie amiche/colleghe probabilmente è a pranzo da me. Se sono con loro andiamo al supermercato e decidiamo che preparare, se sono solo rimando il pranzo di qualche ora. Ieri ho mangiato giusto una piadina con la nutella a pranzo e delle patatine fritte a cena questo perché non ho mai appetito o voglia di cucinare qualcosa. 15.00 si riprende lo studio e continua così, intervallato da lunghe pause, per altre 2 ore 17.00 posso connettermi ad Internet! Mi guardo attorno e noto che nella mia stanza è passato l’uragano Cathrina. Mi riprometto di sistemarla il giorno dopo. Apro Windows Live Messenger, clicco per controllare la posta e trovo tanto spam e catene di sant’Antonio, di solito elimino tutto senza neppure leggere il titolo. Quasi contemporaneamente apro Internet Explorer e i seguenti siti che rimarranno aperti per tutto il giorno: gaydar.co.uk, me2.it, badoo.com. Controllo se ho ricevuto nuovi messaggi nei profili, generalmente ce n’è uno in almeno uno dei tre. Visito il sito della facoltà: flingue.unict.it. Vedo se ci stanno avvisi o scarico materiale didattico per prepararmi qualche esame. Nel frattempo mille finestrelle lampeggianti si sono posizionate nella barra d’avvio: sono i miei contatti MSN. Mi mostro in cam a qualcuno, dopo essermi assicurato che i capelli siano spazzolati bene vedendomi in anteprima, se non lo sono corro in bagno e li faccio. Generalmente apro la cam con più contatti… tre-quattro contemporaneamente, così nessuno mi ha in esclusiva. Vado su news.google.it per seguire le principali notizie del giorno, visto che la tv non l’accendo mai. Faccio un salto su youtube.com per accertarmi che esista ancora demenzialità del mondo. 21.00 i miei intenti di trovare qualcuno con cui scopare non hanno avuto esito decido allora di farmi una sega. Apro cam4.com e vedo le cam degli utenti: scelgo coppie o uomini. Mi faccio una doccia, arriva Cris (ora posso ridirlo dopo diverse settimane che non ci siamo visti), e si esce. 22.30 passiamo alle scalinate, se c’è qualcuno interessante o che conosciamo ci fermiamo un po’, se no ci dirigiamo verso piazza teatro massimo facendo una sosta all’american bar Palomo e ci prendiamo un drink: solitamente un malibù, cointreau e cola (ieri ho fatto eccezione ed ho preso un 4 bianchi con vodka alla fragola). Facciamo un rapido giro per piazza teatro massimo e poi risaliamo alle scale. Ci fermiamo con qualche conoscente a cui pongo la consueta domanda: c’è qualcuno che puoi presentarmi? Ovviamente non hanno mai nessuno da presentarmi… se sono in vena di ubriacarmi reiteriamo il percorso fatto all’inizio prendiamo un altro drink e torniamo alle scale. Stavolta sono già più simpatico e comincio ad elargire affettuosi abbracci a conoscenti e non. A volte come, ieri sera, due drink non sono abbastanza e quindi c’è anche il terzo! In quel momento divento incontrollabile, appena non riesco a fonare correttamente capisco che fra qualche ora vomiterò pure l’anima. Mi basta poco per ubriacarmi visto che spesso sono a digiuno. 02.00 è ora di tornare a casa. Faccio strada, controllo al PC se qualcuno mi ha contattato, trovo come sempre le mille finestrelle lampeggianti di MSN con i soliti messaggi: “zoccola dove sei?” “perché non risp..?” 03.00 vado finalmente a letto! Conclusione: dormo mediamente 4 ore e mezzo, salto pranzo o cena, o entrambi, peso 44kg, sto diventando bulimico, sono apatico, ho rapporti di sesso occasionale almeno una volta a settimana, autoerotismo quasi tutti i giorni, non reggo più l’alcol come un tempo, ho troppi contatti MSN, molti mi credono una zoccola, ho pochi ma buonissimi amici, lo studio procede stentatamente, mi distraggo facilmente, non penso molto al giorno dopo, il mio cellulare squilla poco, spendo forse 15 minuti della mia giornata con il cellulare, adoro uscire, i miei sogni sono strani, fumo troppo, non sono ansioso, ogni tanto ho attacchi di panico, mi fido poco della gente, sono superbo ed arrogante, penso che il mondo vada in rovina, mi considero un agnostico razionalista, non ho mai vissuto personalmente manifestazioni del paranormale, mi piace uno con cui ho scopato, non credo nei rapporti di coppia, vorrei avere un figlio da una puttana nigeriana che si faccia impiantare nel suo utero un ovulo fecondato da qualcuno dei miei spermatozoi, sono moralmente corrotto, la fedeltà non fa parte della mia scala di valori, ogni tanto vado al cinema, preferisco i film commerciali almeno posso commentarli più facilmente, non faccio mai incubi, ho troppe fobie, non mangio il pomodoro, sono allergico al pesce, prendo gli integratori alimentari credendo di poterli rimpiazzare ad una dieta sana, forse non sono mai stato innamorato, penso di morire giovane, la morte mi affascina, adoro the sims2 ho un avatar che mi assomiglia, vorrei essere ricco, vorrei vestire griffato, faccio l’alternativo per circostanze esterne, non sono mai stato comunista, odio i comunisti, non andrò al gay pride di Catania, adoro Catania, ci sono troppi candidati alle prossime amministrative, odio la politica, sono apolitico astensionista, questa estate penso di andare a Madrid, amo la Spagna, sento il mio cervello abbandonarmi, tuttavia ho un QI più alto della media nazionale, inferiore comunque della media cinese, odio il made in china, mi faccio tante pippe mentali……………………………………. May 16 Agli amici
Nel ronzio dell’alta frequenza che percorreva la strada per casa sentivo corrermi quella tensione angosciosa in corpo. Tanto tempo fa mi ero promesso che nulla mi avrebbe fatto soffrire e ogni cosa che mi fosse accaduta avrebbe temprato maggiormente questo gracile corpo e dato sostanza alla mia mente. Mi sono sempre ripetuto di piacermi, difettoso per come sono, so che ho costruito un prode guerriero e che non posso che divenire sempre più forte. Evoco questi termini e li piazzo in ossimori che fanno di me una contraddizione vivente. Questa metodica rivelazione è che sono una stupida ordinata confusione. È quel bimbo capriccioso, l’eterno insoddisfatto che vive dentro di me, capace costui di mettere in dubbio ogni cosa e di rendere plausibile l’assurdo. In tutto questo andirivieni di maschere su questa tragicommedia che è la mia vita, qualcuna è ancora in scena, al mio fianco e si fa protagonista della macchina teatrale che si ostina a dar spettacolo e lezione. Queste maschere che resistono ancora al fato, alla mia negletta fede, alla nefasta ira dello show sono i miei amici che poco a poco danno testimonianza della loro stima con piccoli gesti, che magari non si notano nell’immediato ma che mi fanno sentire protetto e sicuro di non essere mai abbandonato alle sorti di una pièce senza sceneggiatore. Cristian, Enrico, Rosy ed Agata. Penso di non aver mai concesso facilmente dei grazie sentiti e mi sento così piccolo di fronte alla beatitudine che mi convengono i miei amici che qualsiasi grazie risulterebbe misero di quelle sensazioni che l’inespresso può celare. E quindi preferisco congedarmi per adesso con questo breve intervento così melenso promettendo, con tono minaccioso, di tornare l’amico che conoscete da sempre e che non avete tuttavia disdegnato: cinico, burbero, presuntuoso, smemorato, saccente ma che non azzarda mai consigli, che ogni tanto fa lo scemotto e vi fa ridere, che sa prendersi con autoironia senza mancare di serietà, che vi carica del peso del sue confessioni, che vorrebbe darvi di più… Stanotte brindo ancora, se non altro grazie a voi. May 12 Il tempo
Per qualche tempo i miei palpiti si sono fatti rapidi ed hanno sconfitto quelle lancette, mi hanno accordato una tregua a questa mia indole irrequieta e mi sono sentito in pace con il mondo. Per qualche tempo sono stato innamorato ed ho mandato a fanculo il mondo intero. Tic… tic… ho ripreso a sentire il brusio intermittente dei meccanismi dell’orologio, mi sono risvegliato ed era ieri: un giorno nuvoloso. E mentre ero assorto dal battito incalzante del mio cuore lì fuori stavano cambiando tante cose. Sentire martellare quest’organo è un’esperienza magniloquente ma poi la frequenza torna quella di sempre, ossigeno la mente e comprendo finalmente quanto sia fugace il tempo e qual è il prezzo da pagare per trascorrerlo con qualcuno che ami. È carissimo il tempo! In questa breve e piacevole tregua concessami dalle lancette ho imparato che posso essere ancora amato, che posso sentire cori celesti senza stare in paradiso, che le mie ghiandole lacrimali funzionano ancora, ma ho avuto conferma che nulla si asciuga così presto come le gocce di pianto. Ho imparato anche che l’entusiasmo non è altro che ubriachezza morale e chi vive sobriamente, vive lungamente e come l'eccesso del vino diviene ubriachezza quello di gioia diviene tristezza. E adesso una nave in deriva e gli scogli che il navigante non vede, sono i più pericolosi. E continuando con l’acume intellettualoide e citazioni d’autore ho imparato che l'amore concede le sue gioie supreme soltanto a chi è pronto ai supremi cimenti. “Why was there nothing it refused? No misery, no regret, no hateful picture too rotten to accept? Like a greedy child it snatched up everything. Just once, could it say, No thank you? I just ate and can't hold another bite? . . . But my greedy brain says, Oh thanks, I'd love more . . . my brain would go right ahead and take it and never say, No thank you. I don't want to know or have to remember that. I have other things to do: worry, for example, about tomorrow, about Denver, about Beloved, about age and sickness not to speak of love. But her brain was not interested in the future. Loaded with the past and hungry for more, it left her no room to imagine, let alone plan for, the next day.” (Beloved, Toni Morris) Non mi resta che dispensare un timido ed imbarazzante “grazie” e congedarmi ancora dal mio navigante. May 11 Al quinto pianoAd una persona speciale :)
Al quinto piano, non spirava un soffio di vento, Un anno fa, al quinto piano, nel vocio del silenzio, Al quinto piano, quel giorno, un sorriso è morto, Al quinto piano, il cielo si intorpidiva del nero della notte, Sei tornato tra le strade, tra la gente, In un altro quinto piano ci siamo svestiti, A questo quinto piano, voglio tornare, Al quinto piano, un anno fa, credevi morirci, Ad un anno, in nuovo quinto piano, Al quinto piano, è per noi festa. May 02 Lasciarsi andare
Rilucono alla partenza di quel treno, che sosta - ancora agitato - per pochi attimi in una piccola stazione gremita di gente, gli occhi tremuli e fiduciosi di un giovane amante dal volto efebico ammaliato dalla sua ninfa che sedotta siede in carrozza ricambiando l’elegiaco sguardo con un sorriso intriso di melanconia e di arcane paure. E quegli attimi prossimi al fischio fanno tremare le gambe, irrigidire i muscoli del viso e afflosciare le braccia che con fatica si levano in alto ad accennare un saluto. E lascerà quella stazione, affamato, pauperizzato, eccitato, attendendo il ritorno della sua crisalide. E mentre il treno ripartiva ripensavo al mio giovane amante, ai nostri sguardi profondi, intimi, impauriti, illusi, alla sensazione delle sue mani nude che poggiano gentilmente sul mio viso, scivolandovi attorno, ricalcando i naturali contorni del mio volto svigorito dalle mille passioni passate. Lustrano e piallano gli zigomi farinosi, induriti dalle false euforie e da aspre espressioni di gioie mai vissute. Torno tardo di fronte alle sorprese: l’inatteso dono, pregiato, blasonato, lavorato ad arte, non può che apparirmi che copia di un’accurata matrice romanzesca. Certe cose si pensa che non si possano vivere, che stiano da qualche parte, nell’acuta immaginazione di qualche stupido scribacchino, nel cuore delle adolescenti scalpitante di illusorie novelle ma è d’improvviso che tutto pare ancor più assurdo della pura finzione dialettica, perché non sta nelle parole, né nei gesti questo spaventoso sentimento. Una morsa feroce ti trattiene, è il suo dolce abbraccio quello che cerco ad ogni sconforto. Che brivido! Ogni suo bacio, solo i suoi baci… il mio corpo si fa brandelli, la mia mente si svuota ed è ancora caos. Fa paura sentirsi posseduti, è atterrente la sensazione di concedersi senza compromessi all’amore. Sembra che non abbia mai provato qualcosa di eguale, piacevolmente striante, piccoli solchi si fanno strada e vi scorre qualcosa di dolciastro. Vorrei poter spiegare anche minima parte di quel che sento ma è difficilmente comprensibile persino a me. Posso annunciarla come sensazione di calore, gratificante, satollante. Mi sento così dolcemente confuso che sarei in grado di inficiare ogni ordine. Sarò in grado di amare? Sarò capace di fidarmi? Accetterò questo disordine? Dai finestrini di quel treno, giunto ormai a destinazione, ricerco nella folla quello sguardo, l’unico in cui ritrovi parte di me, il solo dell’uomo capace di sbalordirmi e travolgermi con la sua determinazione, alla quale io non posso che lasciarmi andare. Strabilia come abbia narcotizzato per tutto questo tempo dei sentimenti così singolari per la sola paura folle di soffrire. E mi chiedo che ne resterebbe senza scommessa. Grazie a te adesso ho un treno in corsa da non perdere! April 19 Il sospiro del vaganteE vado dritto e vado avanti E vorrei fiero ruggire E nel buio distinguere E nell'attesa di quel treno E sentirmi ancora piccino
Quello che mi sta accadendo è sensazionalmente nuovo, tanto da risultarmi difficile crederci. Io cinico, arrogante, burbero, amante congedato mi capita di rado sentirmi così: speranzoso ed impaurito, felice ma agitato, ed è meraviglioso tornare a "sentire". Ho passato dei giorni stupendi, quanto di più mi ci voleva per tornare piacevolmente fresco, per far brillare questi occhietti e lasciarmi andare, senza farmi travolgere bensì cullare, da questa ondata di gioia e dolcezza. Sono fremente e mi sento veramente tranquillo e non è quella serenità colta in vitreo che guardo dall'esterno e con fare da analista esamino e la mantengo sempre tale. È una nuova luce, radiosa e raggiante, che non ammette mezzetinte e colora tutto con vivacità, è la bellezza di quelle che non senti mere o effimere, di quelle bellezze che fanno paura ma che non ti fanno sentire blasfemo nel dire "Cazzo! Sto in paradiso!" e non avverti più tanta dicotomia tra bene e male. Sono fiducioso e paziente, contento e cosciente, desideroso senza ingordigia. Sto bene! April 14 Una zoccola melanconica.
April 13 Come dar di senno!April 06 Chi votare? L'eterno dilemma! La Sinistra Alercchino.Azzo! Avevo intenzione di scrivere qualcosa di serio sulla politica e le elezioni ma ecco che mi s’impalla tutta! Ma non demordo! Ci ritento! Stavo facendo un breve excursus sui ben 16 candidati alle presidenziali e sulla mia crisi perché non riesco a pensare neppure una ragione perché scegliere uno piuttosto che un altro. La campagna elettorale di quest’anno è ancora più aggressiva e pesante di quella di due anni fa e ritrovi banner e slogan propagandistici anche in rete, con réclame delle volte rabbrividevoli e capisci allora che è meglio astenersi o annullare la scheda, cosa che con molta probabilità farò! Troppa pubblicità, come se la politica fosse un prodotto di consumo, ed ecco che quando decidi di fare seriamente una scelta perché qualcuno ti ricorda che è un tuo diritto, vedi che la cosa non può che metterti altra confusione! Ma non mi basta dichiararmi astensionista o apolitico per far avvalere la mia posizione sulla politica italiana perciò vediamo di conoscere i 16 candidati: Partiamo dalla sinistra
La Sinistra mi ha veramente stressando. Per fare un po’ di luce su chi avrei potuto votare e scrivere questo breve intervento ho perso più di 2 ore. In conclusione penso che non voterò nessuno della Sinistra e domani studierò un po’ i candidati di Destra, ma non credo siano messi meglio! March 04 SenzaEhi, ma cos'è questa? N'altra poesia?! Oh my God! Allora è vero, Marcus è entrato in paranoia se si dedica così tanto all'autocommisserasione celata dietro parole in rima. E sì! Siamo in presenza di un caso di reo confessa e mi tocca ammetterlo sono in vena di poesia! Devo cogliere l'ispirazione, mica viene a bacchetta! Dedico a tutte le persone che mi stanno vicine l'ennessimo sfogo autoesortativo e spero che vi piaccia altrimenti infrangerete il mio sogno e la mia carriera come scribacchino finirebbe qui. E questo sarebbe grave visto che ho in programma di scrivere il bestseller di tutti i tempi, ovvero la mia personale biografia! :D Senza Ti confido l’intima paura di chi È poesia senza mani, Ho paura, candido amico mio, March 02 Sin destino.Come trascorre un'anima sensibile come la mia le proprie domeniche, se non studiando? Qualcuno metterà subito in dubbio la mia sensibilità, beh, eppure quando mi sento giù, o eccitato, o semplicemente annoiato faccio quanto più al mondo mi piace, ovvero scrivo e così tengo il punto della mia vita. Benché oggi sia una domenica di Marzo, sento l'estate già dentro e chissà perché quella stagione mi ricorda momenti non sempre belli. Un tenue venticello fa muovere ritimamente le tende e scandisce così il tempo dei ricordi. Ho ripreso dei miei vecchi scritti, dell'estate del 2002, li ho letti, li ho risentiti e ho voluto che non rimanessero archiviati tra i file della cartella "Some parts of my life" in bella vista sul mio desktop. Così, ho preso il testo di uno dei miei vecchi componimenti che più mi piaceva e giunto alla mia passione per le lingue l'ho tradotta in spagnolo. Il risultato è forte: una metrica più accurata, rime e assonanze meglio piazzate e sensazioni quasi palpabili. Sensazioni che sembravano essere rimaste tacciute nei miei diari, ma invece ritornano sempre, puntuali come un orlogio svizzero, nell'ora delle difficoltà. Sin destino Una cálida cosecha veraniega Oscuridad en mi pensamiento Figuras sobrias y abstractas Mis recelos toman sabiduría: Un deslumbramiento en lejanía. No hay ningún destino. Senza Meta (Versione Originale, 5 Agosto 2002) Una calda giornata estiva. Buio nel mio pensiero. Figure cupe ed astratte Le mie paure prendon vita. Un abbaglio in lontananza. Marcus Hill 5 Agosto 2002 February 06 Dal Venerdì al MercoledìOoooooh quanto tempo senza il mio caro blog! Troppo! Mi manca il mio consueto sfogo, l’immortalare qui momenti della mia vita, stati d’animo, eventi quotidiani, eventi del mondo, ma finalmente trovo uno spazietto di questo preziosissimo tempo da dedicare alla resa dei conti, alla riflessione, al semplice scarico! Bla bla bla... credo che tutte 'ste cose le abbia dette già in altri post... Questa settimana per me ha avuto inizio Venerdì mattina (ormai il Venerdì è un po’ la mia Domenica, il giorno in cui, piova, grandina o nevica, si DEVE uscire!) che è collimato con un importante successo: ho dovuto affrontare a denti strettissimi la mia immisurabile fobia. Inizia una di quelle giornate in cui non si ha voglia di far nulla, la preparazione all’esame di Storia Moderna andava a farsi fottere perché con la sola fifa delle analisi avevo praticamente rimosso ogni altro pensiero, ma la sera, nonostante il braccio monco, è il momento di bere fino a procurarsi quella giusta euforia che serve nella vita per prendere tutto con uno spirito leggero. Si scherza fra amici, o forse si fa sul serio, tant’è che ad un punto un vecchio conoscente propone a me a Cris (il mio fedele compagno di disavventure) di “giocare” in tre. Eh! Ora la mia risposta è quasi scontata! Ma Cris non voleva… e raggiunta ormai una fasi di stasi sessuale ho pensato che non avrei trovato eccitante un classico amplesso a due! Perciò non se ne fa nulla. Distrutti si rientra a casa, ma il Sabato è già pronto per accogliere i festeggiamenti agatini. Le strade della città affollatissime, ridivieni di persone, una passeggiata con quegli amici della sera prima e poi un’uscita etero, come l’avrei etichettata spregevolmente fino a qualche tempo fa. Invece, proprio per la compagnia di eterosessuali, è stata molto rilassante e piacevole: dagli etero non devi aspettarti doppi sensi, niente punzecchiamenti, niente contenuti subliminali in discorsi ordinari, niente dover stare sulle difese, insomma non devi fare lo stesso sforzo mentale per comprenderli che con i gay e non devi mantenere la coroncina da First Lady. Chiacchiere distensive, ancora alcol e qualche canna. Già, forse l’unica fatica è stata doversi procurare la materia prima e l’arduo compito è toccato proprio a me che sono fuori da certi giri, ma ci sono sempre delle prime volte! Tornato a casa cado subito in un sonno profondo e quella notte la mia fantasia faceva voli pindarici sconfinati. Ho sognato, tra le tante cose, che io ed una delle mie colleghe dovevamo fare una specie di stage all’estero presso delle famiglie. Dovevamo scegliere tra due famiglie: una americana e una inglese, passiamo per quella americana, è la famiglia di Obahama, il candidato alle presidenziali, lui gentilissimo ma la moglie nel sogno mi stava troppo sui coglioni, così decidiamo di scegliere la famiglia inglese ma lì finiamo per aggrupparci ad altri italiani e fra questi ci deve essere stato qualche ragazzo che mi attizzava parecchio, perché sentivo l’ansia del veder arrivare qualcuno in particolare che durante il sogno non arriva mai… Torniamo alla realtà, Domenica non riusciamo a vedere lo spettacolo pirotecnico del 3 sera. Lunedì non ricordo che ho fatto ma ho camminato molto, ah ed ho preparato il tiramisù che ci siamo scolati in poche ore, e ieri sono entrato in mezzo alla confusione della parte centrale della festa alla patrona catanese, abbiamo atteso i fuochi , una lunghissima attesa che ne è valsa veramente la pena! E infine eccomi qua! In tutto questo: è caduto il governo Prodi, Napolitano ha sciolto le camere, studi scientifici inglesi mostrano come sia possibile riprodurre lo sperma maschile dalle cellule staminali estratte dal midollo osseo femminile, in Inghilterra, sempre per quell’impeccabile political correct, è ora vietato agli insegnanti citare il binomio mamma e papà a scuola, Alì e papà Filippo sono usciti dal GF8 ed è entrata quella commediante di Benedetta, moglie del bel brasiliano, ho i polpacci ipertrofici e non ho ancora studiato un cazzo!!! January 17 Mi batterò fino alla morte perché tu possa dire il contrario di quel che io pensiAl centro delle prime pagine di questi giorni è ancora la rinuncia del papa alla visita all’università La Sapienza di Roma. Se ne è discusso così tanto, tra polemiche e sbraiti inferociti, che un evento che in me all’inizio non aveva suscitato altro che compiacimento adesso invece, per le posizioni prese dalla nostra classe politica, mi provoca sgomento. La storia la conosciamo tutti: oggi papa Ratzinger doveva far visita, su invito del Magnifico Rettore, l’università più antica d’Italia, e fare uno dei suoi monologhi di retorica demagogica agli studenti per inaugurare il nuovo anno accademico. Risulta chiara la strada intrapresa allora da un gruppo di professori e studenti contro la questa visita. Ancora una volta in campo lo scontro secolare tra i dogmi di una Chiesa, oscurantista, gerarchica, rigidamente ortodossa, unica depositaria della verità assoluta, e la Scienza, indagatrice, progressista, da sempre sottoposta al giudizio e ai paletti imposti dall’etica morale costruita in gran parte per merito della Chiesa. Al soprasedere discreto e apprezzabile del papa hanno fatto eco le urla dei nostri politici: è questo, che di un fatto così plebeo se n’è fatto dello straordinario scandalo. Se da un lato si rievoca la famosa abiura di Galileo in difesa ai principi della Scienza, dall’altro si ribadisce che la stessa La Sapienza fu costruita per volontà di un papa, che Roma è la culla della Chiesa e il papa si trova a “casa sua” (se solo casa sua non avesse come coinquilini migliaia di persone che non la pensino come lui), che al papa non si può togliere voce, che è una vergogna e un’umiliazione per l’Italia, etc… voci, che da destra a sinistra, ad unisono rimbombano nei TG. Tutti hanno fatto proprie le parole di uno dei laici per eccezione Voltaire: “mi batterò fino alla morte perché tu possa dire il contrario di quel che penso” Bene, allora il problema non è tanto il papa, che per quanto possa dire ha poco potere sul libero arbitrio dei singoli, è la sua professione, in quanto monarca e custode della parola di Dio, proferire ciò che per la Chiesa è buono e quello che no, poi sta alle nostre coscienze il potere arbitrale di seguire o meno le indicazioni ecclesiastiche. Togliere la parola a chicchessia è un atteggiamento arrogante e disdicevole, manifestare contro chi tenta di influenzare in modo significante l’opinione pubblica ma soprattutto la classe politica è legittimo, dimenticarsi che la Repubblica Italiana è per costituzione uno Stato laico è alquanto grave. In conclusione vorrei che i politici invece di spettegolare, perché di questo si tratta trovo che si stia a fare solo salotto in parlamento, facessero efficacemente fronte, senza ostacolarsi a vicenda opposizione e maggioranza, partiti estremisti e centristi, all’arretratezza del nostro Paese, al ristagno economico, alla pesante inflazione, all’elevato debito pubblico, al problema rifiuti, alle pari dignità, e se continuassi mi si consumerebbero i polpastrelli delle dita. Quel che con i miei occhi, forse avendo sempre avuto il desiderio di vivere altrove quindi sentendomi un po’ fuori da tutto questo arrabattato “sistema Italia”, vedo una classe politica passata, scaduta e scadente, che si arrampica sugli specchi, pronta a fare scarica barile, a puntare il dito contro la parte opposta, incapace di affrontare con serietà i problemi dell’Italia di oggi, mentre si sta a discutere e a spartire colpe sui passati governi. Nei giornali stranieri noto che il Belpaese è spesso fra le pagine, è il Paese del ridicolo, dei politici-pagliacci, dove le trans vanno in parlamento (nulla da togliere a Luxuria, è un personaggio formidabile ma ha fatto sentire la sua voce solo quando si è resa conto che a Montecitorio non avevano provveduto per una toilette per trans, forse sarebbe stato meglio se avesse continuato con i varietà) e i froci non si possono neppure pacsare (in Francia pacser è diventato un verbo piuttosto abituale, perciò lo uso nella diretta traslazione all’italiano, speranzoso di poterlo dire in futuro. Ve lo immaginate? Sei single? No, sono pacsato), della ragazzina che si scopa un’intera squadra di calcio ne rimane incinta e chiede che gli 11 giocatori si sottopongano al test di paternità, il cattivo esempio da evitare, continuamente multato dalla Commissione Europea per protezionismo. Se c’è qualcosa di cui mi vergogno non è tanto che si metta a tacere il papa, che poi alla fine nessuno l’ha costretto a rinunciare alla visita e le manifestazioni di fatto sono state pacate, ma la nostra classe politica che parla a sproposito, che impugna e difende qualsiasi parola del papa, in nome di un rispettabile cattolicesimo che detta insegnamenti, a loro avviso, sani, che crea continue deroghe ai dibattiti cruciali, che litigano per accaparrarsi la ragione e mi parlano di intolleranza quando qualcuno dice la sua contro il papa? E torniamo indietro quando si parla di moratoria alla legge sull’aborto, quando si discute ancora se sulle leggi antidiscriminazione vada inclusa l’omofobia, sul senso di famiglia classica mentre giornalmente si consumano tragedie familiari su tutto il territorio, quando sul filo della psicosi statunitense se adesso io scrivo BOMBA posso essere intercettato come possibile terrorista (altri dati sconcertanti arrivano dalla ricerca sulla garanzia della privacy dei cittadini e l’Italia in questo è ultima della classica degli stati europei). Credo abbiano messo in scena un fantastico dramma, ma lo spettacolo dopo un po’ inizia a stancare, chi penserà a farli scendere dal palco? Scusate lo sfogo ma l’ho sentito quasi doveroso perché, benché sottolinei sempre la mia astensione alla politica, trovo esasperante per tutti noi la situazione dell’Italia. January 08 Incazzato neroSono incazzato nero. Un incipit per nulla da favola, ma sembra ormai diventata una mia quotidiana introduzione a qualsiasi forma di dialogo. Ho bisogno di buttare giù qualche riga per sfogare la mia incontrollabile rabbia e per far ciò non servono a nulla gli esempi dei racconti dei fratelli Grimm o le favole di De La Fontaine. Non ho Internet e questo è un male, non il peggiore di stanotte. Internet, quella finestra sul mondo, quella realtà non reale, quelle connessioni che non implicano nessun legame, Internet quel mondo di libertà. Ho associato negli anni troppi ideali, troppe confidenze, troppe relazioni con un mondo fittizio. Puro nella sua falsità ma soprattutto indolore in quanto astratto, intangibile… infrangibile. Che succede? L’ennesimo fallimento, dice il mio orgoglio, eppure la colpa non è mia: io sono sempre quello morigerato, l’apolitico, l’agnostico, e tutto quello che per A inizi. Sono quello che cerca la giusta misura ad ogni cosa, quello che quando qualcosa non appartiene al suo campo di conoscenze preferisce starsene zitto ed ascoltare, quello che le orecchia le presta a tutti per farti stare meglio, il minuzioso calcolatore, l’amante della perfezione. Già, che sia questo mio amore per la perfezione che mi faccia entrare in aspri scontri con chi mi sta attorno, o che sia invece la mia incapacità a sapermi far valere perché sempre stato abituato ad un mondo, dove le parole si misurano sì, ma in bit, e l’offesa, il disturbo o qualsiasi cosa ne nasca viene subito interdetta con un semplice click su qualche iconcina con tanto di divieto d’accesso. Sarebbe bello determinare chi è bloccato e chi no, dalla tua vita. Eviterebbe pensieri superflui , discussioni fra le genti e quell’ira che ti rode che ha voglia di farti reagire con tutte le tue forze, sei una bomba ad orologeria ma quel tic-tac devi metterlo a tacere ad ogni costo perché ingiusto sebbene giustificato. Dover determinare il giusto è sempre difficile anche per chi si sente nel giusto, e se qualcuno crede che ci sia qualcun’altro dall’alto che giudichi tutti noi e lo carichi di responsabilità, beh quello non sono io, nessuno ci salva. Lotto nel mio piccolo, nei miei spazi per ciò che io ritengo giusto, ma è possibile conciliarlo con ciò che legittimano gli altri? No, non lo è affatto. L’imporre delle proprie coscienze, impanate in chissà quali dei più variegati sapori, interessi economici, ideologici, morali… siamo tutti nella stessa merda. Convinti di essere giusti quanto si tratta di dover soddisfare i nostri gusti. E non mi resta che scrivere, perché un giorno questo, quello o quell’altro non restino vani ricordi, ma messaggi carichi di sentimenti, lembi di vita, tasselli di un mosaico ancora incompleto o pezzi di puzzle difficile da sistemare per colpa delle sue tinte, tutte simili, di tonalità appena discordi ma vanno lì per formare nell’insieme, quel tutt’uno. È questo che auspico che sia la vita, un insieme di pezzi ricomposto pazientemente, pezzi dai toni grigio fumé ma anche indaco, mammola, ambra, porporino. Sostengo sia impossibile mantenere con assoluto garbo buoni rapporti con tutti, specialmente con chi ha un vissuto, una storia, un’educazione, un pensiero diverso dal tuo e ancor peggio se tutto questo è quanto di più abominevole ritenga possa essere concepito nella tua visione d’insieme delle cose. Torno ad odiare, torno a farlo dopo un lunghissimo sopore. È così semplice odiare, basta che qualcuno cerchi di imporre su chi sia venuto primo le sue fottutissime idee e passarle come le uniche valide chiudendosi ad ogni forma di dialogo, istigandoti al litigio, alle offese. Si chiama intolleranza, ci ho pure fatto la tesina per l’esame di maturità e da allora restavo convinto che fosse un male d’altri tempi, da Inquisizione, da lager, ma mi sbagliamo. Siamo tutti intolleranti, a partire da quelli al glutine per finire agli omofobi. Tutti odiamo con tutto noi stessi qualcosa, o peggio qualcuno. Che sia avversione, astio, ostilità, antipatia… non importa il grado, tutti siamo intolleranti… anche i democratici, così come i liberali o i comunisti e poi la fottuta Chiesa. Tutti ci odiamo, nel fondo. Io personalmente oggi odio essermi ficcato in casa un demente, tanto nella mente quanto nell’animo, tra le serpi più velenose che il gaio mondo avesse abortito, pronta a mordere, a rosicchiarti fino all’osso purché l’abbia franca. E sono stanco di schivarla questa razza di aberrazione umana, ma ci devo convivere, tenere sotto la lingua parole ferme quanto malvagie che appena esco dalla porta di camera mia siano pronte a prendere fuoco prima ancora che dia alito alla sua meschina bocca perché, come nei peggiori incubi, non c’è arma che annienti il suo veleno. Voglio cambiare casa, voglio un posto per me, senza dover discutere a chi tocca pagar di più, scopare di meno, lavare di più, consumare di meno, abbassare il volume di più, cagare di meno. Desidero quiete, almeno in casa mia. Chiedo forse tanto? December 31 Resoconto 2007Eh eh dopo il resoconto 2005 e quello del 2006,è giunto il momento per stilare il nuovo, annuale, tradizionale, agognato et anelato, resoconto 2007 – mi ha sempre portato fortuna, o forse resta uno dei pochi modi per sognare pur permanendo cinico! Ecco, mentre scrivevo queste poche righe era il 25 Dicembre, menomale che ho aspettato a pubblicare il quadro definitivo, perché in così pochi giorni ne sono cambiate di cose! I preparativi per salutare un altro anno che si aggiunge alle nostre vite sono pronti: stasera cena al lume di candela (rigorosamente laccata in oro – color oro), con tanto di una manciata di lenticchie giusto per combattere la sfiga, antipasto con tramezzini, tortelloni al sugo alla Montecarlo (ricetta mai provata, speriamo che funzioni), girelle di vitello e salsiccia di pollo e tiramisù (ovviamente dopo gli ultimi eventi che non presagiscono nulla di buono, qualcosa che ci tirasse su ce voleva!) che abbiamo preparato ieri notte e che sembra avere un aspetto squisito, ma forse abbiamo esagerato con l’aggiunta di rum al caffè, vi saprò dire, e l’immancabile spumante brut Martini… il tutto promette bene! Allora, senza troppo girarci attorno, è proprio il momento di dire: alea iacta est (macci, cca sugnu accutturato, locuzione latina attribuita a Svetonio che trova il suo corrispettivo italiano con “il dado è tratto”, mi sembrava più plateale la versione latina!). Andiamo subito all’intervista a punti con i PentaESSE?
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