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Marcus' SpaceLo spazio dei sospiri. |
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April 14 Marcus Hill è diventato fan delle sue crisi esistenzialiNon ho mai capito, per quanto ci tenti insistentemente, perché i momenti di crisi mi vengono sempre durante le feste. Sarei un po’ vigliacco se volessi uscirmene con qualche sparata psicanalitica scaricando la colpa all’assenza della mia famiglia, ai rapporti che non riesco a fondare su basi solide, all’avventarmi ora in un intere sse poi in un altro, agli insuccessi nello studio. C’è poco da fare il problema son io e sta dentro di me! Vado avanti con le mie solite auto esortazioni miste a toni auto commemorativi, intrugli di parole che dovrebbero funzionare come magici elisir. Sono costantemente pervaso dal malumore e le fottute feste mi scatenano le crisi. Provo invano a colmare qualche vuoto, ma la verità è che son pieno di buchi e le pezze che precariamente posiziono qua e là per tappare questi buchi resistono poco. E allora tappiamo gli orifizi più grandi con sesso a iosa, nulla di più rapido e facilmente reperibile. E sì per mesi ha funzionato. Il sesso mi distraeva dai problemi, dava una soluzione temporanea ad ogni cosa… un cazzo in culo equivaleva ad un successo di chissà quale strambo campo. Abbiamo bisogno di essere compiaciuti ma la lode che ho prediletto è stata questa… godere nel dar goduria, qualche fellatio, su e giù per spinte coitali sempre più ardimentose e orgasmi che fioccavano come manne dal cielo in un cereo deserto, eroso dalle passioni.
Ho chiamato amore troppe cose, senza accorgermene, approfittandomene della loro fragilità e della loro genuinità. Cose che non saziano la lupa, svilita e ammaccata, si porta avanti zoppicando alimentando le sue voglie con falsi entusiasmi, va sempre più lenta, va perdendo il pelo, con la testa ossuta, gli occhi sgranati fissi al suolo, si guarda indietro perché nessuno la noti attraversare affannata la piana deserta. December 25 Nulla dies sine linea. Il resoconto del 2008!È notte fonda. È una delle tanti notti fredde. La solita stanza buia, la pervinca solita luce flebile del monitor che riflette la mia sagoma sguarnita di toni su una pallida parete color limone crema, e un altro anno va via. Ho più volte descritto il tempo come una vera è propria entità fisica a me nemica. Mentre prima del tempo ne conoscevo solo il fantasma etereo e terso che camminava al mio fianco seguendo il mio passo, ora fuggo da una feroce belva ottenebrata dall'avidità. Aspettavo una notte quieta e lunga come questa per buttar giù il mio ormai tradizionale ragguaglio su ciò che è stato e le mie attese su ciò che sarà! Un anno breve ma inteso, ed è forse l'elevata quantità talmente concentrata di eventi che ha reso così spedito lo scorrere dei giorni, delle settimane, dei mesi. La parola chiave di quest'anno è: SCOPERTA. Ho scoperto nuovi profili in me e li ho accolti mio malgrado come parti costitutive della mia persona. Ho scoperto nuove e riscoperto vecchie amicizie da cui ho tratto forza, vitalità, brio, armonia, non sono mancate le discussioni, ma gli amici veri sono rimasti sempre vicini, come io non li ho mai persi di vista. Ho scoperto inganni e tradimenti, cattiverie, offese, molestie. Ho scoperto di essere superbo e mi sono fatto cinico e poi naif, ho scoperto anche nuove persone e quante emozioni: ardore per l'amore, sobbollimento per la rabbia, caldane di passioni, freddezza per la strana società dei podisti e dei tempi esponenziali, gelo per le ipocrisie, paura per le fallaci astuzie degli ambienti che frequento! Ma poi, un po' per mollare la zavorra, un po' per incuranza preferisci dire che è proprio vero che la maggior parte dei mali sono cagionati da noi stessi! Le scoperte comportano cambiamenti, arricchimento o rovina, smuovono comunque le acque, fan scattare vecchie e nuove strategie, congegnano nuovi meccanismi che vanno in difesa o all'attacco della scoperta stessa. Ma, in fondo, che sono le scoperte se non amare certezze che ciò che avevamo di certo non fosse diventato illusorio? Un anno barcamenante tra euforia e disforia, tra fatto e disfatto e come una Penelope del mondo liquido-moderno tessevo e disfacevo questa rete di relazioni sociali, di coinvolgimenti emotivi, di mire nella perpetua attesa di un qualcosa che cambiasse tutto. Diverse follate di vento hanno soffiato su di me, spazzando via rancori, dissapori ma anche amori e illusioni. Ho allontanato il fradiciume corrosivo, ma poi mi son scoperto ugualmente intaccato. Ho ricevuto forti critiche, giudizi refrattari sulle mie attitudini poco morali, spicciole, leggere, e vorrei solo difendermi citando il mio amatissimo Oscar Wilde: "Non si può dire che un'atmosfera di alta moralità sia molto propizia alla salute, o alla felicità." Senza voler recriminare nulla, penso di essere stato molto umano in tutte le accezioni che il termine può raccogliere. Il 2008 ha guardato per me spruzzi di felicità urticante e scaraventato slavine di mestizia antalgica, e forse ho imparato a vivere e modellarmi in questo mondo di ossimori e paradossi. Beh dopo questo lungo preambolo vi lascio allo schema già adoperato negli anni passati: un po' più tecnico ma forse anche stimolante. (Vedi anche i resoconti passati: 2007, 2006, 2005 matruzza ma mi sto facendo vecchia! Sto blog ha già 4 anni!)
Mi tocca dare un voto: 7,6/10 December 01 L'amore di una notte.Le mie ambizioni col tempo sono cambiate, o meglio dire, finalmente inizio ad avere delle ambizioni! Due anni fa è iniziato questo strano processo, partito così dall’oggi al domani ho consacrato al fissaggio di goals da mettere a segno nel e per il mio futuro immediato, tutte riferenti all'attuazione di un qualcosa di concreto. Ho investito, originariamente, su tanti fronti; quello che riceveva più benefici è stata innegabilmente la sfera sentimentale, seguita da quella professionale, ovvero lo studio. Parte dei traguardi li ho raggiunti con un certo successo: l’università va benissimo sono in corso e riesco a gestire bene lo studio, gli amici sono fantastici e non smetto mai di elogiarli, ho un certo successo con gli uomini quindi non mi faccio mancare del buon sesso, a singhiozzo coltivo le mie passioni – il cinema, la lettura, le feste, i viaggi – ma per l’amore forse c’è ancora da spianare terreno! Ho intrapreso la lettura di un libro, che ho conosciuto per caso cercando qualcosa da leggere durante il volo Catania - Torino. Lo trovo molto affascinante: un bel saggio sulla fragilità dei legami affettivi nell’epoca della modernità liquida. Amore liquido di Zygmunt Bauman edito da Editori Laterza, suggerisce una nuova concezione di rapporti umani, quella delle connessioni umani. La sostanziale differenza tra rapporto e connessione è che le seconde implicano la possibilità di sconnetterle quando e per quanto vogliamo. Ed è un po’ quello che vediamo accadere: l’attenzione dell’uomo, oggi, tende ad incentrarsi sulla speranza di ciò che di buono rechi una relazione ma mai soddisferanno appieno perché il prezzo di tale appagamento risulta eccessivo ed inaccettabile. È smettere di sperare. Il mondo appare più piccolo e quindi ogni singola possibilità, seppure virtuale, idealizzabile, di un appagamento maggiore desta allora nell’uomo liquido-moderno la paura di fossilizzarsi così crea relazioni virtuali sempre frizzanti ed eccitanti che è possibile troncare in ogni momento. Da qualche tempo sono anch’io un uomo liquido-moderno, un uomo privo di consistenza, sciolto, mutevole. Spero per il meglio perché so che il meglio PUO esistere, ma se trovassi quello che per un dato momento sarebbe per me quel MEGLIO smetterei di sperare e quindi di dare un senso alla mia vita, di avere impulsi. Questa breve premessa per riportarvi quanto mi è successo. Sabato notte, per la prima volta in vita mia, misi piede in una sauna gay. All’inizio ero impaurito, ma la novità mi eccitava. Sono sempre November 01 Rum&cola e libido
La notte di halloween alle 3 del mattino non trovi proprio nessuno on-line ed è proprio un peccato se tutto quello che vuoi è cercare uno sfogo verbale seppure virtuale con un perfetto estraneo. Mentre declinavo l’invito per cui tutta la settimana mi sono preparato a scapito di una serata in solitudine, il mio ultimo amante mi confermava ciò che già sapevo: vuole che ancora frequentarci perché l'ex non lo riesce proprio a dimenticare, e tre mesi non sono sufficienti per capire se son io colui che desidera. Non ho ancora sonno e penso alla serata: la persona a cui ho aperto il mio cuore non riesce a decidere, mentre io più deciso decido ti tiramene fuori da tutta questa vicenda. Incontro un tipo, posatissimo, timidissimo, quasi disagiante che rientra nell'ormai assodata categoria dei fenomeni di cui ho parlato nel precedente post, ne incontro un altro che non scherzava neppure e allora mi chiedo: se io ubriaco non sono riuscito a rimorchiare una scopata sono già da macello? Ho fatto il mio tempo sulla scena gay che devo già rinunciarci? Non lo so, ma fato e fatto vogliono che credo ancora in me! Non ho sonno e sono sotto effetto dell’alcol ho ancor voglia di stare tra la gente e quasi quasi voglio uscire! La notte è giovane ed io pure! October 31 Il Circo
Venghino! Signori venghino! Lo spettacolo sta per cominciare. “Noccioline, palloncini, leccalecca, palloncini e zumpappà!” Quante volte vi sarà sembrato che per le vostre strade stia passando una carovana di circensi: la banda, gli elefanti, il mangiafuoco, tizi in calzamaglia che fanno giravolte, la donna cannone, saltimbanco e fenomeni di ogni genere. Eccolo, è il circo girovagante che sta passando anche per la mia vita e mi ha trascinato con sé. Ogni agognato tentativo di trovare quella ormai assurda normalità mi spinge in nuove situazioni, eccitanti inizialmente, ma poi quella stranezza che da prima colpiva ed ammaliava lascia solo sordidi e storditi a diguazzare nella melma del recinto degli elefanti, ridendo isterici per l’imbarazzo. E allora non resta che chiedersi: esiste un uomo in questo mondo che non sia un fenomeno da baraccone? Sarà possibile la normalità? Mi tocca fare l’equilibrista anche a me per non soccombere all’oblio sensoriale? Non si rischia di non rimettersi più in piedi all’ennesima caduta? Non si rischia di allontanarci troppo dalla gente comune? Per quanto possiamo camminare avanti e indietro a piedi nudi sui carboni ardenti senza ustionarceli? Stanco di fare il fachiro, arrampicarmi in lunghe pertiche e poi cascare da funi, trampolini e precipizi, me ne voglio star comodo tra gli spalti ad osservare gli amanti acrobati fare il loro numero migliore e ohimè l’unico momento elettrizzante è proprio quando stanno per cadere. Penso di non essere tagliato per far parte di questo circo ed entrato nel mio stadio trascendentale,via tigri e leoni è ora di uscire dall’arena, prendersi una bella boccata d’aria e guardarsi attorno, compatire le stranezze e farci un buffo pensiero, e marciare a testa alta tra la folla confusa di storie e di genti, dove si sperimenta ancora una definizione alla normalità.
La playlist di questo post: CapaRezza – Dimensioni del mio Caos – Il Circo delle Pantegane Tosca – Romana – Il Terzo Fuochista October 25 Il baratroSono tornato a scrivere dopo mesi di silenzio! La scrittura mi ha sempre aiutato a capire il mio stato d’animo, in fondo sono abituato da anni per gli studi intrapresi ad analizzare testi e il riversare e trasporre i miei pensieri su carta, o più spesso su questo monitor, in sintagmi più o meno coerenti e coesi mi viene in soccorso. Come sto? La domanda è sempre la stessa e la risposta alla luce di un’osservazione diacronica metatestuale è sempre la stessa. Sommariamente mi sento triste, amareggiato, scoraggiato, disilluso, melanconico, misantropo … e lagnoso! Consapevole di ciò, ho bisogno di svolte poiché l’agire indifferente ai problemi sostenendo di non poter cambiare la situazione ha fatto sì che perdessi ogni barlume di speranza di riscatto, divenissi venale, m’isolassi dagli amici, fossi intollerante, pretenzioso, presuntuoso, perdessi passioni, inventive, creatività, entusiasmo, curiosità, perdessi proprio quelle cose per cui vale la pena vivere. Sulla saggia nota latina del do ut des, sono riuscito ad arginare questo forte malessere, per lo meno nei rapporti umani, ma nel momento in cui non ho conseguito dosarmi è stato un cataclisma emotivo. Mi era già capitato che innamorandomi tutto ciò che componesse il mio background viscerale tendesse ad affiorare, ma ho sempre mantenuto una certa sicurezza e maestria per contenere i miei sentimento, favorito da quel elegiaco cinismo sistematico che ancora adesso manifesto. Oggi sono più combattuto, più angosciato, non ho piani di riserva e so solo ciò che non voglio: non voglio soffrire. La fase di stallo dura da anni e sono sul punto di fossilizzarmi, vivo con l’unico desiderio che cambiando Paese la mia vita possa brillare di nuove tinte. Sogno la Spagna e questo mi da una grossa determinazione per completare quello che ho intrapreso qui, ma non so cosa potrei trovare lì e temo sia solo la volgarizzazione di un’utopia. Rampollano dal mio cervello sterminate serie di interrogativi, ansie primitive, arcani quesiti che potrebbero farmi naufragare in squisite disquisizioni sui massimi sistemi! Ma poi cozzerebbero con i miei credi: “che me ne fotte del mondo, del perché ci sto, perché la gente s’ammazza, perché la gente ci ferisce?”. Nell’intento di star bene ho preferito questo atteggiamento agnostico e là dove non ho una risposta demando al tempo una conclusione. Ma da qualche tempo il tempo stesso mi è nemico e sento di lottarlo ad armi impari. Precipito nel paradosso perché non voglio delle linee guide nella mia vita ma le cerco, né sento il bisogno, sono disorientato da ciò che accade fuori dal mio mondo e contemporaneamente sono mosso per cercare di limitare il tracimare di certi pensieri ed emozioni negativi, eppure non scredito mai il mio vissuto, non mi capita di avere rimorsi o rimpianti, quanto piuttosto di prestare fede al mio passato e di imporlo a chi mi voglia star accanto. So che in questa amalgama confusa, grumosa, scura c’è anche del buono. C’è tantissima forza, un po’ di speranza, generosità, disponibilità, amore in senso stretto. Dovrei indossare un camice e da buon chimico scindere il positivo dal negativo e creare la giusta miscela per dar luogo ad una reazione che mi cambi. Ho tentato l’ennesima relazione, che sin da subito non si prospettava prospera, ma nel tim July 06 The day after the Pride!Salve ragazzuoli! Finalmente torno a scrivere sul mio blog. Ahimè lo studio e gli esami sempre imminenti tolgono spazio alle relazioni pubbliche anche se ultimamente strappo sempre più ritagli di tempo da dedicare agli amici, alle nuove conoscenze e agli svaghi. Ieri è stata una giornata sensazionale, a parte il tram tram preparativo per il Pride, ovvero, giornata a mare con il caro Enrico e Natalia per ricevere un colorito decente, appena rientrato a casa ho subito cercato di dare una forma ai capelli, un’ora di posa di crema stirante, che poi non ha fatto granché e dovrei riapplicarla fra una settimana, poi un salto a comprare un pantaloncino perché morivo dal caldo e non sarei potuto andare al Pride con un pantalone lungo, gli appuntamenti in posti vari per ricongiungermi ai diversi conoscenti e in fine, ecco il Pride scendere per via Etnea e la gente ai bordi delle strade che aspettava il corteo manco fosse la festa di Sant Agata (anche se ovviamente c’era molta meno gente che per la festa patronale). Il Pride catanese è stato entusiasmante, positivo, sobrio, divertente, insomma soddisfacente! Dai marciapiedi si sentivano qualche ghigno, alcuni sfottò e chiacchiere da bar ma tutto sommato la cittadinanza catanese ha risposto con un gran esempio di civiltà e di tolleranza a quello che da tempo è un corteo provocatorio e di rivendicazione di diritti umani. Ad essere sincero, ho sempre pensato del Pride che fosse una sorta di Carnevale estivo e che non vi avrei mai preso parte. Di fatti sin da subito ho chiarito ai miei amici l’intenzione di non voler entrare in mezzo al corteo, ma dopo un po’ anche io ero lì, a sventolarmi con il ventaglio di gaydar che hanno regalato dai carri all’inizio della sfilata e che a me è stato affettuosamente ceduto dal mio ex. Mi ha stupido la serietà con cui si è svolto il tutto. I partecipanti, fatta eccezione di chi era sui carri, si sono mostrati nella loro naturale essenza: ovvero persone e non maschere di carnevale! È questo che io volevo da tempo. Vedere persone, uomini e donne, che non necessitino di ostentare, provocare, berteggiare per richiedere dei diritti di dignità umana. Mi sento realmente soddisfatto, alla fine il Pride è nostro e vedere realizzata una certa atmosfera di gioiosa liberalità, rispetto, e perché no, simpatia mi conferma quel che penso della città in cui vivo: ci stanno criminali, c’è povertà, c’è poca ricchezza d’animo, ma c’è quello calore umano che caratterizza lo stereotipo del sud, alla gente non importa tu sia gay o eterosessuale qui, alla gente interessa che tu sia una persona valida! Se poi sei anche bono, meglio così… c’era un carro con dei ragazzi palestrati con una bandana e una fascia attorno il bacino dal manto di dalmata, davanti a loro un altro ragazzo travestito da Crudelia Demon. La chiave di satira politica del carro è di facile proposito: Crudelia si chiama qui Scarfagna, il nostro ministro delle pari opportunità che il mese scorso si è rifiutata di patrocinare il Pride di Roma. Bene quei ragazzi erano molto carini e le ragazze, presumibilmente eterosessuali, impazzivano per questi, chiedevano foto, mandavano baci, e ridevano amaramente! Eh! La nostra beffarda vita! Ho seguito il corteo fino a piazza Università, gremita di gente che poi si è cominciata a disperdere per prepararsi al dopo Pride in disco. Io e gli amici miei, sostanzialmente eravamo i moderatori della chat che abbiamo creato su MSN - a proposito ne faccio pubblicità: Catania e provincia aggiungete questo contatto al vostro Messenger, siamo già in tanti ma più siamo meglio è mgroup81152@hotmail.com Per il resto di che tenervi aggiornato? Beh! Non ho voglia di studiare, c’è tanto caldo, e l’esame di spagnolo è questo Mercoledì! P.S.: Avevo intenzione di mettere delle foto ma... non mi piace come sono venuto! June 01 Io...voglio una vita tranquillalala!!!Che vita sregolata ragazzi! Se qualcuno pensava che fossi folle adesso gli do tutte le ragioni! Le giornate tipo di queste ultime settimane sono veramente vuote: 7.30 è periodo di esami e quindi di preparazione agli esami, la mia sveglia, o alle volte la mia cara amica Rosy, suona a quest’ora. Rincoglionito esco fuori dal letto, con la vista ancora appannata riesco a distinguere il pulsante di accensione della macchina da caffè e mentre si riscalda prendo un integratore multivitaminico e vado a fare pipì, mi lavo il faccino, faccio qualche smorfia allo specchio, noto una nuova imperfezione, metto la crema contorno occhi. Alle volte invece la prima cosa che faccio è appuntare al PC il sogno della notte, se questo è particolarmente strano. Mi rullo una sigaretta, metto il macinato di caffè nell’apposito filtro della macchina che si è già riscaldata, prendo la tazzina, lascio scorrervi il caffè (a volte mi dimentico di spegnere la macchina e il caffè travasa dalla tazzina). Bevo il caffè dopo avervi versato due cucchiaini di zucchero. Fumo una sigaretta, torno al cesso e cago. 8.30 è passata un’ora sono un po’ più lucido, chiacchiero con Rosy del giorno prima o di vecchi ricordi o di notizie che abbiamo ascoltato o le nostre perplessità sugli studi o sul nostro futuro più in generale. La mattinata segue tentando di studiare e qualcosina riusciamo a fare. 13.00 ho già fumato almeno 10 sigarette. Non ho fame, il frigo è vuoto, qualcuna delle mie amiche/colleghe probabilmente è a pranzo da me. Se sono con loro andiamo al supermercato e decidiamo che preparare, se sono solo rimando il pranzo di qualche ora. Ieri ho mangiato giusto una piadina con la nutella a pranzo e delle patatine fritte a cena questo perché non ho mai appetito o voglia di cucinare qualcosa. 15.00 si riprende lo studio e continua così, intervallato da lunghe pause, per altre 2 ore 17.00 posso connettermi ad Internet! Mi guardo attorno e noto che nella mia stanza è passato l’uragano Cathrina. Mi riprometto di sistemarla il giorno dopo. Apro Windows Live Messenger, clicco per controllare la posta e trovo tanto spam e catene di sant’Antonio, di solito elimino tutto senza neppure leggere il titolo. Quasi contemporaneamente apro Internet Explorer e i seguenti siti che rimarranno aperti per tutto il giorno: gaydar.co.uk, me2.it, badoo.com. Controllo se ho ricevuto nuovi messaggi nei profili, generalmente ce n’è uno in almeno uno dei tre. Visito il sito della facoltà: flingue.unict.it. Vedo se ci stanno avvisi o scarico materiale didattico per prepararmi qualche esame. Nel frattempo mille finestrelle lampeggianti si sono posizionate nella barra d’avvio: sono i miei contatti MSN. Mi mostro in cam a qualcuno, dopo essermi assicurato che i capelli siano spazzolati bene vedendomi in anteprima, se non lo sono corro in bagno e li faccio. Generalmente apro la cam con più contatti… tre-quattro contemporaneamente, così nessuno mi ha in esclusiva. Vado su news.google.it per seguire le principali notizie del giorno, visto che la tv non l’accendo mai. Faccio un salto su youtube.com per accertarmi che esista ancora demenzialità del mondo. 21.00 i miei intenti di trovare qualcuno con cui scopare non hanno avuto esito decido allora di farmi una sega. Apro cam4.com e vedo le cam degli utenti: scelgo coppie o uomini. Mi faccio una doccia, arriva Cris (ora posso ridirlo dopo diverse settimane che non ci siamo visti), e si esce. 22.30 passiamo alle scalinate, se c’è qualcuno interessante o che conosciamo ci fermiamo un po’, se no ci dirigiamo verso piazza teatro massimo facendo una sosta all’american bar Palomo e ci prendiamo un drink: solitamente un malibù, cointreau e cola (ieri ho fatto eccezione ed ho preso un 4 bianchi con vodka alla fragola). Facciamo un rapido giro per piazza teatro massimo e poi risaliamo alle scale. Ci fermiamo con qualche conoscente a cui pongo la consueta domanda: c’è qualcuno che puoi presentarmi? Ovviamente non hanno mai nessuno da presentarmi… se sono in vena di ubriacarmi reiteriamo il percorso fatto all’inizio prendiamo un altro drink e torniamo alle scale. Stavolta sono già più simpatico e comincio ad elargire affettuosi abbracci a conoscenti e non. A volte come, ieri sera, due drink non sono abbastanza e quindi c’è anche il terzo! In quel momento divento incontrollabile, appena non riesco a fonare correttamente capisco che fra qualche ora vomiterò pure l’anima. Mi basta poco per ubriacarmi visto che spesso sono a digiuno. 02.00 è ora di tornare a casa. Faccio strada, controllo al PC se qualcuno mi ha contattato, trovo come sempre le mille finestrelle lampeggianti di MSN con i soliti messaggi: “zoccola dove sei?” “perché non risp..?” 03.00 vado finalmente a letto! Conclusione: dormo mediamente 4 ore e mezzo, salto pranzo o cena, o entrambi, peso 44kg, sto diventando bulimico, sono apatico, ho rapporti di sesso occasionale almeno una volta a settimana, autoerotismo quasi tutti i giorni, non reggo più l’alcol come un tempo, ho troppi contatti MSN, molti mi credono una zoccola, ho pochi ma buonissimi amici, lo studio procede stentatamente, mi distraggo facilmente, non penso molto al giorno dopo, il mio cellulare squilla poco, spendo forse 15 minuti della mia giornata con il cellulare, adoro uscire, i miei sogni sono strani, fumo troppo, non sono ansioso, ogni tanto ho attacchi di panico, mi fido poco della gente, sono superbo ed arrogante, penso che il mondo vada in rovina, mi considero un agnostico razionalista, non ho mai vissuto personalmente manifestazioni del paranormale, mi piace uno con cui ho scopato, non credo nei rapporti di coppia, vorrei avere un figlio da una puttana nigeriana che si faccia impiantare nel suo utero un ovulo fecondato da qualcuno dei miei spermatozoi, sono moralmente corrotto, la fedeltà non fa parte della mia scala di valori, ogni tanto vado al cinema, preferisco i film commerciali almeno posso commentarli più facilmente, non faccio mai incubi, ho troppe fobie, non mangio il pomodoro, sono allergico al pesce, prendo gli integratori alimentari credendo di poterli rimpiazzare ad una dieta sana, forse non sono mai stato innamorato, penso di morire giovane, la morte mi affascina, adoro the sims2 ho un avatar che mi assomiglia, vorrei essere ricco, vorrei vestire griffato, faccio l’alternativo per circostanze esterne, non sono mai stato comunista, odio i comunisti, non andrò al gay pride di Catania, adoro Catania, ci sono troppi candidati alle prossime amministrative, odio la politica, sono apolitico astensionista, questa estate penso di andare a Madrid, amo la Spagna, sento il mio cervello abbandonarmi, tuttavia ho un QI più alto della media nazionale, inferiore comunque della media cinese, odio il made in china, mi faccio tante pippe mentali……………………………………. May 16 Agli amici
Nel ronzio dell’alta frequenza che percorreva la strada per casa sentivo corrermi quella tensione angosciosa in corpo. Tanto tempo fa mi ero promesso che nulla mi avrebbe fatto soffrire e ogni cosa che mi fosse accaduta avrebbe temprato maggiormente questo gracile corpo e dato sostanza alla mia mente. Mi sono sempre ripetuto di piacermi, difettoso per come sono, so che ho costruito un prode guerriero e che non posso che divenire sempre più forte. Evoco questi termini e li piazzo in ossimori che fanno di me una contraddizione vivente. Questa metodica rivelazione è che sono una stupida ordinata confusione. È quel bimbo capriccioso, l’eterno insoddisfatto che vive dentro di me, capace costui di mettere in dubbio ogni cosa e di rendere plausibile l’assurdo. In tutto questo andirivieni di maschere su questa tragicommedia che è la mia vita, qualcuna è ancora in scena, al mio fianco e si fa protagonista della macchina teatrale che si ostina a dar spettacolo e lezione. Queste maschere che resistono ancora al fato, alla mia negletta fede, alla nefasta ira dello show sono i miei amici che poco a poco danno testimonianza della loro stima con piccoli gesti, che magari non si notano nell’immediato ma che mi fanno sentire protetto e sicuro di non essere mai abbandonato alle sorti di una pièce senza sceneggiatore. Cristian, Enrico, Rosy ed Agata. Penso di non aver mai concesso facilmente dei grazie sentiti e mi sento così piccolo di fronte alla beatitudine che mi convengono i miei amici che qualsiasi grazie risulterebbe misero di quelle sensazioni che l’inespresso può celare. E quindi preferisco congedarmi per adesso con questo breve intervento così melenso promettendo, con tono minaccioso, di tornare l’amico che conoscete da sempre e che non avete tuttavia disdegnato: cinico, burbero, presuntuoso, smemorato, saccente ma che non azzarda mai consigli, che ogni tanto fa lo scemotto e vi fa ridere, che sa prendersi con autoironia senza mancare di serietà, che vi carica del peso del sue confessioni, che vorrebbe darvi di più… Stanotte brindo ancora, se non altro grazie a voi. May 12 Il tempo
Per qualche tempo i miei palpiti si sono fatti rapidi ed hanno sconfitto quelle lancette, mi hanno accordato una tregua a questa mia indole irrequieta e mi sono sentito in pace con il mondo. Per qualche tempo sono stato innamorato ed ho mandato a fanculo il mondo intero. Tic… tic… ho ripreso a sentire il brusio intermittente dei meccanismi dell’orologio, mi sono risvegliato ed era ieri: un giorno nuvoloso. E mentre ero assorto dal battito incalzante del mio cuore lì fuori stavano cambiando tante cose. Sentire martellare quest’organo è un’esperienza magniloquente ma poi la frequenza torna quella di sempre, ossigeno la mente e comprendo finalmente quanto sia fugace il tempo e qual è il prezzo da pagare per trascorrerlo con qualcuno che ami. È carissimo il tempo! In questa breve e piacevole tregua concessami dalle lancette ho imparato che posso essere ancora amato, che posso sentire cori celesti senza stare in paradiso, che le mie ghiandole lacrimali funzionano ancora, ma ho avuto conferma che nulla si asciuga così presto come le gocce di pianto. Ho imparato anche che l’entusiasmo non è altro che ubriachezza morale e chi vive sobriamente, vive lungamente e come l'eccesso del vino diviene ubriachezza quello di gioia diviene tristezza. E adesso una nave in deriva e gli scogli che il navigante non vede, sono i più pericolosi. E continuando con l’acume intellettualoide e citazioni d’autore ho imparato che l'amore concede le sue gioie supreme soltanto a chi è pronto ai supremi cimenti. “Why was there nothing it refused? No misery, no regret, no hateful picture too rotten to accept? Like a greedy child it snatched up everything. Just once, could it say, No thank you? I just ate and can't hold another bite? . . . But my greedy brain says, Oh thanks, I'd love more . . . my brain would go right ahead and take it and never say, No thank you. I don't want to know or have to remember that. I have other things to do: worry, for example, about tomorrow, about Denver, about Beloved, about age and sickness not to speak of love. But her brain was not interested in the future. Loaded with the past and hungry for more, it left her no room to imagine, let alone plan for, the next day.” (Beloved, Toni Morris) Non mi resta che dispensare un timido ed imbarazzante “grazie” e congedarmi ancora dal mio navigante. |
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